***SCEFS***

diario di bordo del mio palato

lunedì 25 gennaio 2010

giovedì 9 luglio 2009

Una doggy bag contro gli sprechi


Il buon esempio di Michelle Obama
Una doggy bag contro gli sprechi

Michelle Obama prima di lasciare il ristorante chiede la "doggy bag" con gli avanzi della cena e da il buon esempio contro lo scandalo degli sprechi alimentari che nei paesi più sviluppati riguarda ben il 30% del cibo acquistato. E la Coldiretti mette a punto un vademecum antispreco

La "doggy bag" con gli avanzi della cena richiesta da Michelle Obama prima di lasciare il ristorante è un buon esempio di lotta contro lo spreco. È un importante segnale contro lo scandalo degli sprechi alimentari che nei paesi più sviluppati riguarda ben il 30% del cibo acquistato. È quanto afferma la Coldiretti nel commentare la notizia secondo cui prima di lasciare il ristorante, Michelle Obama si è fatta anche preparare dal personale la doggy bag dopo aver degustato assaggi di pasta alla carbonara, lasagna e amatriciana accompagnati di vino rosso e prosecco.

Solo in Italia - riferisce la Coldiretti - restano invenduti nei retrobottega dei punti vendita 240mila tonnellate di alimenti per un valore di oltre un miliardo di euro, che potrebbero sfamare 600mila cittadini con tre pasti al giorno per un anno. Una insostenibile contraddizione in un mondo dove secondo la Fao cresce il numero delle persone che soffrono la fame e per la prima volta arriva oltre la soglia del miliardo, alla cifra record di 1,020 miliardi, ovvero circa un sesto della popolazione mondiale.

E il problema fame riguarda anche i Paesi sviluppati dove la quota delle persone denutrite quest'anno raggiunge i 15 milioni, con una crescita del 15,4 per cento sul 2008. A provocare un aumento degli avanzi a tavola sono i cambiamenti degli stili di vita con minor tempo dedicato all'acquisto, alla preparazione e alla conservazione dei cibi ma anche al recupero degli avanzi a tavola.

Scegliere alimenti meno elaborati per evitare il consumo di inutili imballaggi, ma anche acquistare prodotti freschi e di stagione che non devono percorrere migliaia di chilometri con mezzi inquinanti che bruciano petrolio ed emettono gas ad effetto serra è un modo per evitare sprechi ambientali ed economici e per guadagnare in salute. La preparazione di polpette, frittate, pizze farcite, ratatouille e macedonia, è invece una ottima soluzione per non gettare nella spazzatura gli avanzi in un momento di difficoltà economica generale.

Tra i prodotti più a rischio in estate c'è senza dubbio la frutta e verdura per la quale la Coldiretti ha messo a punto un vademecum antispreco. Nel punto di vendita occorre effettuare acquisti ridotti e ripetuti nel tempo; scegliere i frutti con il giusto grado di maturazione, non appassiti, con aspetto turgido e non eccessivamente necrotizzati nei punti di taglio; verificare l'etichettatura e preferire le produzioni e le varietà locali che non essendo soggette a lunghi tempi di trasporto garantiscono maggiore freschezza; preferire varietà di stagione che hanno tempi di maturazione naturali; mantenere separate le confezioni delle diverse varietà di frutta e verdura acquistate che vanno riposte in contenitori di carta piuttosto che in buste di plastica.

È importante seguire alcuni piccoli accorgimenti anche tra le mura domestiche dove bisogna mantenere separata la frutta e verdura piùmatura che si intende consumare a breve da quella che si potrebbe conservare piùa lungo; mantenere separate anche le diverse varietà come ad esempio i kiwi dalle mele che sprigionano etilene che ne favorisce la maturazione; la frutta e verdura che si vuole consumare subito può essere messa in un portafrutta al buio eventualmente coperta da un tovagliolo e comunque lontano da fonti di calore, mentre l'altra va posta in frigorifero, ma lontano dalle pareti refrigeranti. In ogni caso è opportuno che la frutta venga posta stesa sul contenitore per evitare ammaccature e sviluppo di marcescenze ed infine è bene evitare di lasciare porzioni di frutta già iniziata che si prestano facilmente a ossidazioni.

Fonte: Agi

venerdì 5 giugno 2009

SALUTE: LA 'CUCINA MOLECOLARÈ È DIVENTATA UN CULT Studia mutazioni chimico-fisiche alimenti durante preparazione (ANSA)
- ROMA, 5 GIU - Studiare le mutazioni chimico-fisiche negli alimenti durante la loro preparazione: è lo scopo della 'gastronomià o
'cucina molecolarè.
Una 'disciplinà che oggi è diventata un cult tanto che molti chef ne hanno fatto il fiore all'occhiello del loro ristorante. Grazie alla
'cucina molecolarè (il nome nasce come riferimento umoristico alla biologia molecolare) sono state sperimentate, infatti, nuove
modalità di preparazione, cottura, abbinamento e presentazione dei cibi.

SALUTE: 'FORNELLI POLEMICÌ PIZZICATI DA STRISCIA LA NOTIZIA (ANSA) - ROMA, 5 GIU - Inizia con la testimonianza di un giornalista tedesco, Jorg Zipprick, che denunciava l'utilizzo di additivi chimici all'interno dei piatti serviti nei ristornati che abbracciano la cucina chimica l'inchiesta avviata da Striscia la notizia battezzata 'Fornelli polemicì.
Un filone sviluppato con una serie di interviste mandate in onda a partire dal 20 aprile 2009 in cui sono stati intervistati i più famosi chef europei che utilizzano questa cucina. Molte le irregolarità emerse e a cui i carabinieri del Nas hanno dato credito avviando l'indagine che ha portato, per ora, al sequestro di 600 confezioni di additivi chimici in 98 ristoranti in tutta Italia.
Tra le violazioni riscontrate il presentare nell'etichetta l'additivo chimico come prodotto assolutamente naturale, la mancanza di date di scadenza sulle confezioni o di traduzione sulle etichette.
SALUTE: CUCINA MOLECOLARE,DALLA TEORIA ALLA PRATICA (SCHEDA) (ANSA) - ROMA, 5 GIU - Studiare le mutazioni chimico-fisiche che avvengono negli alimenti durante la loro
preparazione in maniera scientifica con l'obiettivo di trasformare la cucina da disciplina empirica ad una vera e propria scienza. È questo l'obiettivo della «gastronomia» o «cucina molecolare», che oggi è diventata un cult tanto che molti chef ne hanno fatto il fiore all'occhiello del loro ristorante.
Grazie alla cucina molecolare (il nome nasce come riferimento umoristico alla biologia molecolare) sono state sperimentate, infatti, nuove modalità di preparazione, cottura, abbinamento e presentazione dei cibi come il congelamento attraverso l'azoto liquido, l'uso alimentare del tabacco, la «frittura» nello zucchero, l'uso del vuoto spinto per la preparazione di mousse e meringhe.
Non solo: lo studio scientifico della cottura dei cibi ha permesso di comprendere meglio i fenomeni alla base delle trasformazioni delle pietanze cucinate, confutando credenze popolari, come l'utilizzo del cucchiaino nella bottiglia di spumante, e migliorando le tecniche di preparazione, basandosi sul pH o sulle proprietà fisiche e chimiche degli alimenti.
Tutte evidenze scientifiche sviluppate a partire dalla fine degli anni ottanta principalmente dall'INRA (Institut National de la echerche Agronomique) e dal College de France di Parigi ad opera di Hervè This (fisico e gastronomo). In Italia uno degli studiosi di maggior spicco è Davide Cassi, del Dipartimento di Fisica dell'Università di Parma che nel 2003 assieme al cuoco Ettore Bocchia
ha redatto il «Manifesto della Cucina Molecolare Italiana», con l'obiettivo di preservare i sapori tradizionali italiani.
(ANSA).

martedì 26 maggio 2009

IIL FUTURO DELLA CARNE? COTTA E DA MANGIARE IN MACELLERIA

ALIMENTARE: FUTURO CARNE? COTTA E DA MANGIARE IN MACELLERIA (ANSA) - VERONA, 23 MAG - Da «piccolo di bottega» a presidente dei macellai del Veneto. Ma soprattutto, dopo 52 anni di attività, «ancora in luna di miele col suo lavoro».
Luigi Bortolazzi, numero uno della Federcarni regionale, oggi a Verona per Eurocarne, guarda comunque avanti. Tratteggia il ruolo della categoria («sono 28mila i macellai in Italia e mediamente abbiamo contatti con 100-150 clienti ogni giorni, siamo noi i veri consulenti delle massaie e dei consumatori, non le riviste femminili, che talvolta sbagliano addirittura il nome dei tagli di carne»,
afferma) e disegna la macelleria del futuro.
«Le esigenze della clientela - spiega - si sono modificate in questi anni e anche a livello sociale vi sono stati profondi mutamenti, che hanno investito sia i consumi alimentari che le richieste di carne». In sintesi, comunque, osservando i consumi, nella borsa della spesa finiscono meno bovino e più suino e pollo. Il futuro è facilmente individuabile, secondo Bortolazzi. «Accanto alla carne e
al fresco pronto a cuocere, le macellerie dovrebbero attrezzarsi con i prodotti già cucinati. E magari, opportunità consentita dal
famoso decreto Bersani sulla liberalizzazione delle attività d'impresa - aggiunge - attrezzare uno spazio per il consumo sul posto».
Un'area integrata dove mangiare non solo carne, ma anche un pasto completo.(ANSA).

CORNACCHIE INVENTANO TECNICHE PER AVERE CIBO

ANIMALI:CORNACCHIE INVENTANO TECNICHE PER AVERE CIBO, STUDIO (ANSA) - ROMA, 25
MAG - Le cornacchie sono intelligenti ed hanno intuito da vendere: al bisogno, si ingegnano per procacciarsi il cibo inventando tecniche nuove e creando utensili ad hoc benchè non siano geneticamente determinate per farlo, ma solo in risposta ad un'esigenza del momento. È quanto dimostra uno studio di Chris Bird della università di Cambridge in Inghilterra, pubblicato sulla rivista dell'Accademia Nazionale delle Scienze PNAS.
L'esperto ha utilizzato cornacchie cresciute in cattività e ha dato loro del cibo ponendolo però 'sotto chiave', chiuso in una teca o in un tubicino di vetro. La cornacchia si trova a disposizione delle pietre di diverse dimensioni e dei bastoncini pieghevoli.
Incredibilmente, appena l'animale si rende conto della disponibilità di cibo, con un minimo di addestramento iniziale, sceglie la pietra migliore da scagliare sul vetro.
Quando ha di fronte il tubicino, invece, capisce che la pietra non va bene e si ingegna per la ricerca di una nuova soluzione: così, piega il tubicino ad uncino per tirarne fuori il cibo, dimostrando di saper usare in sequenza diversi utensili capendo quale serve in un dato momento.
Le cornacchie che vivono in natura non fanno nulla di tutto ciò, conclude Bird, quindi tale comportamento è un'evidenza diretta della forte intelligenza e dell'intuito di questi animali che, nati in cattività, non hanno mai avuto bisogno di procurarsi il cibo che viene normalmente dato loro dagli allevatori.(ANSA).

martedì 12 maggio 2009

La lettera di Scibilia

Nasce "Cuochi di Lombardia"
Uniti per promozione e gestione
di Matteo Scibilia


Una nuova realtà a breve cambierà il panorama della ristorazione: I Cuochi di Lombardia è il nome del Consorzio cooperativa di cuochi e ristoratori di Lombardia. Il cuoco ed il ristoratore sono la testimonianza e la memoria del territorio. Premessa e lettera aperta alla Fipe di Matteo Scibilia

Poichè ne sono stato coinvolto trovandola la giusta soluzione ai nostri problemi di promozione e gestione, ne dò notizia su queste pagine, insieme alla lettera che ho inviato al presidente della Fipe-Confcommercio per spiegargli il senso di un’iniziativa che non invade certo l’area del sindacato, col quale si potrà anzi collaborare colmando le lacune che in questi anni si sono manifestate.

Alla cortese attenzione di
Lino Stoppani (Fipe)

Caro Lino,
ti invio questa comunicazione per un senso di rispetto che ho nei tuoi confronti, la situazione che andrai a leggere è il frutto della collaborazione che sta nascendo tra tanti ristoratori su tutto il territorio nazionale, nelle Marche la situazione è gestita da Lucio Pompili, nel Trentino il consorzio/cooperativa ha oltre 200 associati, in altre parti d’Italia molti ristoratori si stanno riunendo in forme più o meno simili. In Lombardia siamo agli inizi. Per correttezza non ti invio l’elenco già degli aderenti.

Benché la Fipe qualcosa stia facendo per il settore, la realtà che i problemi sono molto difficili da affrontare e si stanno complicando ogni giorno di più, basti vedere la nuova legge sulla sicurezza.

C’è necessita di nuove forme di rappresentanza e di una nuova classe dirigente del settore, potrai non crederci o sorridere, ma è così.
Il problema non è più come alleviare la situazione, ma come far crescere il settore, come immagine e come professionalità, far tornare il Ristorante al centro dei pubblici esercizi, in questi giorni il Ministro Bondi mi ha autorizzato, patrocinandolo, un grande progetto culturale sulla ristorazione. Ed in questo forse capirai la mia arrabbiatura sull’intervento di Zini su Mixer.

Sono a tua disposizione per analizzare ed osservare questi nuovi fenomeni, in cui come potrai capire sono coinvolto insieme a tanti ristoratori pronti a seguire il Consorzio solo per il fatto di sentirsi insieme e di avere un luogo dove condividere i problemi.
In questo la Fipe, l’Epam e le altre Ascom, forse dovranno interrogarsi per capire su cosa hanno sbagliato.
Con affetto, Matteo

I Cuochi di Lombardia - Consorzio cooperativa di cuochi e ristoratori di Lombardia
Il Cuoco ed il Ristoratore sono la testimonianza e la memoria del Territorio.

Il Consorzio nasce per dare un'identità ad un territorio ricco di storia artistica e culturale, ma non di meno per la storia enogastronomica. Già gli antichi romani e poi pian piano i celti, i longobardi, gli austriaci, i francesi, gli spagnoli e forse chissà chi altro ha attraversato, conquistato e trasformato questa terra, ognuno lasciando un pezzo della propria identità.

Riconquistare e ridare splendore alla gastronomia di questa terra, dalla Brianza al Mantovano, dal Lodigiano alla Franciacorta, dalle colline Bergamasche alla Valtellina, dalle sponde dei laghi di Iseo e di Como alla nuova provincia di Monza e Brianza, dal Cremonese all’Oltrepò, quel territorio che già Stendhal ammirava dalle colline di Montevecchia e di cui Milano è il centro di riferimento.

Questo è il percorso che il Consorzio "I Cuochi di Lombardia" si prefigge.
I Cuochi di Lombardia nascono per promuovere la cultura della cucina in tutti i suoi aspetti, dal recupero dei prodotti del territorio, al rapporto con le istituzioni locali, le Province e la Regione, al rapporto con le scuole del settore, per intervenire nella formazione ed anche nella comunicazione del nostro settore per migliorare i rapporti commerciali con fornitori, per avere rapporti privilegiati con fornitori utili a tutto il settore per essere rappresentativi in tutti eventi del settore.

Il Consorzio è apolitico e asindacale. Il Consorzio non si pone il problema di una rappresentatività sindacale. Ci sono già i Sindacati nazionali a cui far pervenire le istanze e richieste. Con la nascita del Consorzio lombardo si creerà una rete tra centinaia di Ristoratori.

lunedì 27 aprile 2009

Per Camilla e Carlo

ITALIA-GB: PRANZO SLOWFOOD PER CARLO E CAMILLA A ROMA DEGUSTAZIONE BIO OFFERTA DA PRODUTTORI ITALIANI E BRITANNICI (ANSA) - ROMA, 27 APR - Ricevimento a base di cibi biologici offerti da produttori italiani e britannici a villa Wolkosnky, residenza dell'ambasciatore britannico a Roma, per Carlo di Inghilterra e la moglie Camilla in visita nella Capitale.
Un pranzo slow food (tra gli ospiti anche il fondatore Carlo Petrini) dal titolo «Feeding the planet: climate change and food security
lunch» («Nutrire il pianeta: cambiamenti climatici e sicurezza alimentare»).
Circa 200 gli invitati dell'ambasciatore Edward Chaplin che accolgono tra gli applausi la coppia reale proveniente dal Vaticano, lievemente in ritardo sulla fitta tabella di marcia.
Attento alle tematiche ambientali e produttore lui stesso di cibi biologici, l'erede al trono britannico si intrattiene - tra un assaggio di grana padano e una fettina di prosciutto crudo - con i produttori per chiedere se e quanto sia diffuso il biologico in Italia: «Stiamo cercando di educare i consumatori, ma ci vuole tempo», gli rispondono, tra un tocco di grana padano e una fettina di prosciutto
tagliato a mano. I flash dei fotografi si intensificano quando Carlo prende con le mani un pezzetto di manzo inglese crudo, proveniente dalla fattoria
che ha acquistato di recente nel Galles, e lo assaggia. Mentre a Camilla - dismesso l'austero abito nero dovuto all'udienza in Vaticano e indossato un vestito bianco con filo di perle al collo - al fianco della moglie dell'ambasciatore, Niki, viene offerto un assaggio di manzo alla pizzaiola.
Vario il menu: insalata di radicchio, mele e gorgonzola, lonza su letto d'insalatina, farro zucca e menta, quiche di carciofi e cicoria di campo, manzo al vapore con tartufo nero, pavlova con fragole e more. Ma anche prodotti tipici dell'agricoltura del Lazio: dal pecorino romano alla mozzarella di bufala conditi con olio di extra vergine di oliva. Il tutto donato da Coldiretti, Cia,
Confagricoltura, Gruppo italiano vino, Dovesfarm ed altre aziende italiane e britanniche, innaffiati da Frascati superiore, Valpolicella classico e Recioto di Soave.
Concluso l'evento (che vede tra gli invitati anche il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, il presidente dell'Ifad, il nigeriano Kanayo F. Nwanze, la leader dei Verdi Grazia Francescato), prossima tappa dopo Villa Wolkonski è la Casa di Augusto al Palatino. (ANSA).