diario di bordo del mio palato

giovedì 28 giugno 2007

Rubare l'insalata di bocca...


USA: RISTORANTI NEW YORK, BATTAGLIA LEGALE SU COPYRIGHT MENU (ANSA) - NEW YORK, 27 GIU - Non s'era mai visto e probabilmente si tratta di una nuova conferma che gli Stati Uniti sono ormai governati dagli avvocati: la proprietaria di un
noto ristorante newyorchese, Rebecca Charles del 'Pearl Oyster Bar' nel West Village, ha fatto causa contro il suo ex braccio destro, Ed McFarland, accusandolo di averla spudoratamente copiata e chiede i danni.
La Charles, 53 anni, sostiene che McFarland ha aperto un ristorante quasi fotocopia a poche centinaia di metri dal suo, violando i suoi diritti d'autore, l«Eds Loabster Bar' a Soho.
Tra la accuse rivolte dalla donna al suo ex capo cuoco, c'è quella -a dir il vero abbastanza ridicola- di avere copiato la 'Ceasar's Salad', la tipica insalatona americana con uova e crostini.
Un pò come se un ristorante di Testaccio, a Roma, accusasse un suo collega di Trastevere di vendere i suoi stessi rigatoni all'amatriciana o la pajata.
Accanto a Rebecca, c'è un avvocato di Chicago, Charles Valauskas, che si è specializzato in questioni di copyright dei menù come scrive oggi con ampio rilievo il New York Times.
La Charles sostiene che Ed McFarland le ha copiato sia la decorazione del bar-ristorante (tutto bianco, con il bar in marmo), sia vari piatti: come i lobster roll, i panini alla polpa di astice, o le capesante fritte.
Ed ribatte spiegando che tutti i ristoranti di questo tipo, in particolare quelli di Boston, hanno questo 'look' dalla tinte chiare, e che i piatti sono tipici del Massachusetts o dell'area di San Francisco, nel nord della California. Punto e basta.
La stessa Charles ha sempre riconosciuto essersi ispirata a un famoso ristorante di San Francisco, lo 'Swan Oyster Depot', ma di averci aggiunto molto di suo. "Il mio ristorante rappresenta una riflessione su me stessa, la mia esperienza, la mia famiglia", spiega forse con una punta di arroganza la signora.
Tra i suoi colleghi, comunque, molti non la pensano affatto come lei. Spiega per esempio, sempre al Nyt, Tom Colicchio, famoso per avere aperto una catena di panini 'doc' spesso imitati: "Non c'è nulla da fare, non potete proteggere le ricette, non potete proteggere una catena come questa. Non c'è proprio nulla da fare".

Sei anni a acqua, caffè, succhi...


SALUTE: DA 6 ANNI NON TOCCA CIBO SOLIDO E STA BENISSIMO
Chimico 58enne si nutre di acqua, caffè e succhi (ANSA) -
LONDRA, 27 GIU - Da sei anni non mangia nulla di solido e sta benissimo, beve solo: caffè, succhi di frutta e acqua. Cinquantotto anni, laureato in chimica, il tedesco Michael Werner è alla ribalta in Gran Bretagna per un libro appena pubblicato a Londra dove spiega perchè gode di salute eccezionale nonostante le dieta ristretta. 'Lo faccio per amore nei confronti del mio corpo', ha spiegato
Werner che, quando esce con gli amici, si concede un bicchiere di vino.

lunedì 18 giugno 2007

Bye Bye prenotazioni

Il customer service guida le nuove tendenze nella ristorazione Gli Usa dicono addio ai vecchi ristoranti
Prenotazioni online con un sistema di gestione computerizzato, che arriva anche ad archiviare i gusti dei clienti
STATI UNITI - Prenotare un posto a cena, a qualsiasi ora, e avere la garanzia che c'è il nostro piatto preferito, che saremo proprio nel nostro tavolo prediletto, che non saremo vicino a una tavolata rumorosa e che non corriamo nemmeno il rischio di incontrare quel tizio così insopportabile: tutto questo è possibile, anzi probabile, nella Grande Mela (e non solo) grazie a un matrimonio particolare, quello tra progresso tecnologico e arte culinaria.
AL SERVIZIO DEI CLIENTI - Il cliente ha sempre ragione. Il cliente va coccolato, preceduto, servito e riverito. Ogni impresa, piccola o grande che sia, cerca con metodi sempre più raffinati di venire incontro ai clienti, districandosi in un regime di concorrenza sempre più spietato e facendo della customer satisfaction il proprio credo. Non si sottraggono i ristoranti, anche quelli più vintage, che hanno ormai intuito come la tecnologia possa essere preziosa alleata nell'accontentare gli ospiti.
OPENTABLE - Il modello sposato quasi coralmente dai ristoranti più cool di New York o di San Francisco è quello di OpenTable.com, servizio di prenotazione online che ha debuttato nel 1999 e ormai vanta 7 mila clienti, tra ristoranti e locali sparsi un po' dovunque nelle città Usa e anche in altri continenti. OpenTable è interessante poiché non offre esclusivamente la possibilità di riservare un tavolo su internet, ma grazie a un poderoso archivio memorizza i gusti degli ospiti, il tavolo preferito, il menu prediletto a seconda delle circostanze e addirittura eventuali incompatibilità con altri clienti, proponendo inoltre un servizio di guida alla ristorazione più tradizionale. Il New York Times racconta come cambia la ristorazione, corredando questa analisi sui nuovi stili di vita con le testimonianze di alcuni ristoratori. «Mettere un computer a gestire le prenotazioni è un servizio che costa caro, ma il business delle prenotazioni online va cavalcato, anche perché la memoria informatica sarà sempre più efficiente del più bravo e attento professionista del settore»: parola di Laurence Kretchmer che, insieme a Bobby Flay, controlla ben tre ristoranti di Manhattan e il suo mestiere lo conosce bene.
Emanuela Di Pasqua
18 giugno 2007