diario di bordo del mio palato

giovedì 20 settembre 2007

Un grande debutto


ALIMENTARE: A CHEESE DEBUTTA CASTELMAGNO D'ALPEGGIO (ANSA) - TORINO, 19 SET - Debutta a Cheese, la rassegna internazionale lattiero-casearia dal 21 al 24 settembre a Bra (Cuneo), il Castelmagno d'alpeggio, variante del celebre formaggio
piemontese dop.
A contraddistinguere le forme del Castelmagno d'alpeggio, prodotto solo nei tre mesi estivi, è un'etichetta verde, mentre lo storico formaggio (300 mila forme all'anno) continua a essere riconoscibile da una copertura blu. Viene prodotto in 1.500-2.000 forme, tutte da aderenti al consorzio del Castelmagno.
Il lancio del prodotto è stato anticipato oggi all'assessorato regionale all'Agricoltura del Piemonte. «Il Castelmagno - ha sottolineato l'assessore Mino Taricco - è l'emblema dei prodotti piemontesi di qualità derivati dal latte, tanto più importante perchè i produttori (6 aderenti al Consorzio e altri 7, ndr) consentono il governo, il presidio e la manutenzione di territori di montagna». Il latte destinato ad esser trasformato in Castelmagno viene pagato ai produttori tre volte rispetto alla tariffa per gli allevatori di pianura.
«Un prezzo essenziale - ha ricordato Taricco - per consentire la produzione, altrimenti con il prezzo normale applicato in pianura, gli allevatori non potrebbero neppure coprire i costi di produzione». (ANSA).

Il Castelmagno è un formaggio antichissimo, le sue origini risalgono al 1200, a quell'epoca venne utilizzato anche per pagare dei debiti al marchese di Saluzzo.
Questo formaggio è ritenuto uno dei più pregiati ma non è molto conosciuto in quanto ha una produzione alquanto modesta,la zona di provenienza è limitata ai tre comuni della Val Grana in provincia di Cuneo: Castelmagno, Monterosso Grana e Pradleves, in quest'ultima località ha sede il nuovo caseificio del Consorzio per la tutela di origine del Castelmagno. Nel 1982 è diventato DOC (denominazione di origine controllata), nel 1996 DOP (denominazione di origine protetta).
Il Castelmagno viene prodotto con latte intero vaccino frutto di due mungiture: il latte della prima mungitura viene lasciato riposare e il mattino dopo si aggiunge il latte della seconda mungitura; talvolta viene integrato da latte ovino e caprino.
La sua stagionatura, che avviene in grotte naturali, va dai 2 ai 5 mesi.
Il Castelmagno si può definire un formaggio erborinato, semigrasso, pressato, a pasta cruda semidura.
Il suo ineguagliabile sapore si deve all'eves un'erba che cresce spontaneamente nella Val Grana.
Invecchiando il suo sapore si accentua assumendo con l'erborinatura un gusto intenso.

venerdì 14 settembre 2007

Expensive, dear London...

GB:LONDRA CITTÀ DEL MONDO DOVE MANGIAR BENE COSTA PIÙ CARO (ANSA) - LONDRA, 12 SET - Londra ha superato Parigi e Tokyo nella classifica delle città dove mangiare bene al ristorante costa più caro. Secondo una ricerca condotta dalla guida Zagat, una cena nella metropoli britannica costa in media 57,2 euro, contro i 51,7 di Parigi ed i 51,3 di Tokyo. E se si tengono presente soltanto i 20 ristoranti più cari della città, un pasto da re all'ombra del Big Ben - calcolando tre piatti, un bicchiere di vino e il servizio - costa la bellezza di 128 euro.
Non stupisce quindi che a Londra la gente mangi fuori soltanto 2,5 volte alla settimana, molto meno che gli abitanti di altre città: chi vive a Tokyo consuma infatti un pasto al ristorante un giorno sì ed uno no, ovvero con la stessa frequenza dei newyorchesi, mentre a Parigi si mangia fuori quasi tre volte alla settimana.
Ciò che tuttavia riscatta Londra - dove negli ultimi anni sempre più ristoranti di alta qualità stanno nascendo, trasformando la città in una vera capitale del gourmet - è il fatto che è ancora possibile trovare ristoranti in grado di servire una cena impeccabile ad un costo relativamente economico. Ad essere incoronato miglior ristorante della città dalle 5.336 persone interpellate dalla guida,
battendo celeberrimi chef del calibro di Gordon Ramsay, è stato infatti Chez Bruce, un ristorante di Wandsworth, un sobborgo nel sud ovest di Londra, dove una cenetta indimenticabile costa 'soltantò 83 euro.
«È incredibile vedere quanto cari i ristoranti di Londra siano diventati, ma, secondo quanto mostra questo sondaggio, la città offre ancora molte occasioni di mangiare bene a prezzi contenuti. È interessante notare come il costo di un pasto al ristorante primo in classifica, Chez Bruce, sia di ben 73 euro inferiore al costo di una cena dal secondo in classifica, Gordon Ramsay», ha dichiarato Tim Zagat, direttore e fondatore della Zagat Survey.
Secondo Russel Norman, direttore di Caprice Holdings, società proprietaria di ristoranti londinesi di alta qualità e prediletti dai Vip, quali The Ivy, J Sheekey e Le Caprice, Londra ha i suoi buoni motivi per essere così cara. «Credo che negli ultimi 15 anni gli chef ed i ristoratori a Londra siano diventati, per una serie di ragioni, molto più esigenti per quanto riguarda la provenienza e la qualità degli ingredienti.
E la materia prima di qualità non è economica. I prezzi poi riflettono il fatto che Londra è una delle città più care al mondo, dai taxi alle proprietà immobiliari e ciò include anche mandare avanti un ristorante», ha detto. (ANSA).

lunedì 10 settembre 2007

domenica 9 settembre 2007