diario di bordo del mio palato

sabato 17 novembre 2007

ULTIME CENE


MOSTRE: ULTIME CENE, TANTE RILETTURE DA WARHOL A NITSCH (ANSA) - MILANO, 15 NOV - È dedicata all'interpretazione
data da artisti moderni, a cominciare da Andy Warhol, al celebre tema leonardesco, la mostra Ultime ultime cene, inaugurata oggi
presso la Galleria del Credito Valtellinese, dove rimarrà fino al 16 febbraio, celebrandone i vent' anni di attività.
Un'iniziativa favorita dalla vicinanza tra il Convento di Santa Maria delle Grazie, dove è conservata l'Ultima Cena di Leonardo da
Vinci, ed il palazzo delle ex Stelline, sede di questa esposizione. Si è voluto anche rievocare l'invito che nel 1987 questa galleria
rivolse a Warhol: dare una sua interpretazione all'Ultima Cena, cosa che il maestro della Pop Art americana fece con una serie di
litografie, rileggendo in chiave contemporanea l'opera leonardesca. Le litografie di Warhol sono ora al centro di questa mostra.
Curata da Philippe Daverio in collaborazione con Dominique Stella, l'esposizione ha un'appendice nello stesso convento di Santa
Maria delle Grazie. Qui, nella Piccola Sacrestia, è stata collocata una recente opera di Martial Raysse, esponente del Noveau
Realisme francese, intitolata Hereux Rivages e dedicata al tema del pane e del vino.
Attraversata la strada, vi è quindi il grosso della mostra, che si snoda nell'ex refettorio delle Stelline. Oltre alla serie di litografie di
Warhol, appare particolarmente interessante un'opera in più parti di un altro esponente del Noveau Realisme, Daniel Spoerri.
Questo artista si è sempre caratterizzato per collage che riproducevano tavole imbandite, con stoviglie vere e riproduzioni di resti di
cibo. Questa volta tavole e tutto il resto sono invece scolpiti nel marmo, in una serie dedicata alle ideali 'ultime cenè di personaggi
storici, come Socrate, che l'artista pensa abbia mangiato, nella sua austerità, una semplice pagnotta, prima di avvelenarsi con la
cicuta. Seguono le immaginarie ultime cene di Cleopatra, Proust, Freud.
Di Hermann Nitsch, esponente del Wiener Aktionismus, viene riproposta un'opera storica, già esposta a Milano nel 2000: dodici
dipinti di grandi dimensioni, sui quali sono applicati i camici da pittore rappresentanti gli Apostoli, davanti ad una grande serigrafia
su tela Ultima Cena realizzata nel 1983. I cammini degli Apostoli sono tracciati anche in Voies d'hommes di Dominique Laugè e
Valeria Manzi.
Diverse le opere di artisti italiani. Antonio Recalcati presenta cinque dipinti ad olio raffiguranti quattro Apostoli, con al centro un
tavolo evocante l'ultima cena. Novello Finotti espone una grande sculture di granito nero dello Zimbabwe, intitolata A confronto.
Un'altra scultura è di Filippo Avalle, mentre di Velasco è un'installazione in cui si vede un cane in bronzo mentre raccoglie briciole
da un grande tavolo bianco.
(ANSA).

Nessun commento: