VINO: NEL MONDO OLTRE 24 MLD LITRI BEVUTI, IN CALO ITALIA (ANSA) - ASTI, 23 NOV - I consumi di vino segnano il passo in Italia e in Francia, storici produttori, ma crescono nei paesi emergenti e il dato globale, oggi, di 24,3 miliardi di litri all'anno, alla fine del decennio potrebbe crescere fino a 27 miliardi. È quanto emerge dalla ricerca condotta da una società inglese Datamonitor, presentata oggi ad Asti in occasione del 75/o anniversario della fondazione del Consorzio di tutela dell'Asti docg.
L'Europa resta ancora il maggior produttore, con 18 miliardi di litri complessivi e proprio oggi l'Assoenologi ha confermato l'aumento dell'export dei vini italiani, ma la concorrenza dei vini 'nuovì è sempre più agguerrita, e il 'pericolò arriva anche da Cina ed India. Nel Regno Unito, ad esempio, i tanti giovani che hanno cominciato a bere vino l'hanno fatto attratti dalle etichette australiane.
Per il vino italiano ci sono comunque motivi di speranza confermati anche dagli stessi inglesi: in Asia, ad esempio, non c'è nuovo hotel a cinque stelle che non abbia un ristorante italiano dove vengono, ovviamente, serviti i prodotti dei nostri vigneti. E nel continente 'giallò i vini francesi e quelli italiani per i nuovi ricchi sono uno status symbol. E una nuova frontiera è quella di internet,
come insegnano gli Stati Uniti, dove il 17% dei vini viene acquistati on line direttamente dalle cantine.in Dal punto di vista della produzione l'Europa rimane il principale produttore con 18 mila milioni di litri prodotti ogni anno, anche se decresce e già registra eccedenze. India e Cina si affacciano e registrano oggi volumi limitati (un terzo della produzione attuale della Francia). «La chiave
per aprire i nuovi mercati - affermano i ricercatori inglesi - è l'educazione del consumatore e un marketing mirato. I consumatori vogliono un linguaggio personalizzato e prodotti che abbiano una storia da raccontare. L'informazione e il turismo enogastronomico saranno fondamentali per differenziare i prodotti di qualità da quelli di massa».
«Nel Regno Unito o negli Stati Uniti - si evince ancora dalla ricerca di Datamonitor - il 25% dei consumatori al ristorante scelgono il vino della casa perchè non comprendono le descrizioni dei vini nelle liste. I due terzi non sanno spiegarsi il termine 'corpo pienò o il significato di doc o dell'annata».(ANSA).
diario di bordo del mio palato
lunedì 26 novembre 2007
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