VINO: GIOVEDÌ A LONDRA SI INCORONA MIGLIOR SOMMELIER EUROPA (ANSA) - LONDRA, 29 GEN - La Worldwide sommelier association si prepara a incoronare il miglior sommelier d'Europa. Le finali del concorso si svolgeranno a Londra dopodomani, 31
gennaio e, per i candidati che hanno già superato le semifinali, il programma prevede la correzione di una carta dei vini, sessioni di degustazione, l'abbinamento cibo-vino e prove pratiche di servizio.
La Giuria chiamata a valutare le prove sarà composta dal produttore piemontese Angelo Gaja, dal presidente di Wsa, Terenzio Medri, e da alcuni membri del comitato tecnico dell'associazione.
A latere del concorso, che si conclude con una cena di gala, molti eventi sono in programma all'Hilton Park Lane. A cominciare dalla degustazione a banchi d'assaggio con la presentazione delle migliori etichette di oltre 50 tra le aziende dell'eccellenza italiana a professionisti del vino, della ristorazione, a rappresentanti del mondo della cultura e agli appassionati.
Dalle 14,30 alle 16,30 si terrà il seminario con 'Il vino italianò, con la partecipazione di Angelo Gaja, quindi conferenza Stampa di presentazione di 'Duemilavini 2008', la guida ai vini e ai ristoranti d'Italia, la più venduta d'Europa con oltre 65.000 copie. All'interno, 1.500 aziende pubblicate, oltre 15.000 vini degustati, con tutte le informazioni tecniche e l'abbinamento consigliato dai sommelier, e 1.500 Ristoranti recensiti.
diario di bordo del mio palato
martedì 29 gennaio 2008
Wine is not alchool, wine is culture
MADE IN ITALY: USA; VINO TESTIMONIAL TRA FILM E MUSICAL/ANSA CRESCE FEBBRE DI BACCO NEGLI STATES, EXPORT DA RECORD (ANSA) - ROMA, 26 GEN - Mentre dalle pagine del 'New York Times' esce un'immagine strapazzata e scoraggiante dell'Italia, c'è un prodotto che sta risollevando gli animi tricolori in terra americana: si tratta del vino, bene sempre più apprezzato e ricercato sulle tavole statunitensi. Tanto apprezzato che, secondo le previsioni, il 2007 potrebbe segnare un anno record per l'export con una cifra superiore a 1,2 miliardi di dollari, nonostante la debolezza della divisa americana. La quota di mercato dei vini italiani negli Usa supera infatti il 30% ed è destinata a crescere grazie al traino degli spumanti (+16% su base annua). E allora anche se il prestigioso quotidiano newyorkese ha definito l'Italia 'depressà, qualche giorno dopo l'ha ritirata su di umore grazie a un bel bicchiere di Barolo, incoronato dal critico Eric Asimov «vino più sexy». La febbre del vino sembra essere contagiosa; e per sentire la nuova passione degli americani basta inoltrarsi per le strade della Grande Mela. Tra i punti di riferimento per gli appassionati c'è, sulla 16/a strada, l'Italian Wine Merchant del napoletano Sergio Esposito (definito dal New York Times il 'mercante del vinò), vero e proprio tempio dell'enologia con oltre 100.000 bottiglie in mostra e prodotti tipici in degustazione. Tra gli altri locali, l'Accademia di Vino, sulla Terza Avenue, con una elegante cantina nel piano interrato e un'ampia selezione di vini italiani e internazionali. Ma non basta: il vino esce dai suoi confini tradizionali e invade il regno del cinema (dopo il successo di 'Sideways' e di 'Una splendida annatà, nel 2008 uscirà 'Bottle Shock', film incentrato sulla vera storia di un'azienda agricola californiana negli anni '70). Non manca poi il regno del musical: a dicembre Broadway ha ospitato 'Wine Lovers', un musical scritto dall'esperto di vino
Michael Green. La trama è piuttosto semplice: una love story nata durante un corso di apprendimento sul vino, con la particolarità che il corso dal palcoscenico si sposta alla platea, dove il pubblico è invitato a degustare vini, in una speciale lezione enologica. La fantasia non scarseggia: a dimostrare l'impegno con cui gli americani si stanno lanciando in questa nuova passione c'è anche la
mostra (terminata il 12 gennaio), ospitata dall'Austrian Cultural Forum New York, sul rapporto fra vino e architettura. Da Frank Gehry a Steven Holl, da Herzog a Renzo Piano, i più grandi architetti hanno realizzato strutture particolari a simboleggiare che 'Wine is not alchool, wine is culture'
Un connubio, quello tra vino e arte, suggellato lo scorso febbraio da Sotheby's che ha ospitato l'esposizione di 60 quadri commissionati per illustrare le etichette di vini antichi. Infine, sul fronte marketing, da segnalare il lancio dell'etichetta 'Wine that Loves'. Si tratta di bottiglie sulle quali viene indicato il piatto con cui devono essere abbinate (ad esempio 'Wine that Loves Pizza' - il vino che vuole la pizza), secondo la filosofia aziendale «il cibo è fantastico; con il giusto vino è ancora meglio». E, sulla spinta di tanto successo, sarà proprio il giusto vino ad aprire le danze della 22/a edizione dell'Italian Wine and Food Gala,
la più importante celebrazione dell' enogastronomia italiana negli Usa, in programma a New York il prossimo 21 febbraio. (ANSA).
Michael Green. La trama è piuttosto semplice: una love story nata durante un corso di apprendimento sul vino, con la particolarità che il corso dal palcoscenico si sposta alla platea, dove il pubblico è invitato a degustare vini, in una speciale lezione enologica. La fantasia non scarseggia: a dimostrare l'impegno con cui gli americani si stanno lanciando in questa nuova passione c'è anche la
mostra (terminata il 12 gennaio), ospitata dall'Austrian Cultural Forum New York, sul rapporto fra vino e architettura. Da Frank Gehry a Steven Holl, da Herzog a Renzo Piano, i più grandi architetti hanno realizzato strutture particolari a simboleggiare che 'Wine is not alchool, wine is culture'
Un connubio, quello tra vino e arte, suggellato lo scorso febbraio da Sotheby's che ha ospitato l'esposizione di 60 quadri commissionati per illustrare le etichette di vini antichi. Infine, sul fronte marketing, da segnalare il lancio dell'etichetta 'Wine that Loves'. Si tratta di bottiglie sulle quali viene indicato il piatto con cui devono essere abbinate (ad esempio 'Wine that Loves Pizza' - il vino che vuole la pizza), secondo la filosofia aziendale «il cibo è fantastico; con il giusto vino è ancora meglio». E, sulla spinta di tanto successo, sarà proprio il giusto vino ad aprire le danze della 22/a edizione dell'Italian Wine and Food Gala,
la più importante celebrazione dell' enogastronomia italiana negli Usa, in programma a New York il prossimo 21 febbraio. (ANSA).
CUCINA FUTURISTA
LA CUCINA FUTURISTA ALLA BRITISH LIBRARY DI LONDRA / ANSA LO CHEF GIORGIO LOCATELLI RICREERÀ I PIATTI DI MARINETTI (ANSA) - LONDRA, 28 GEN - Assaporare olive e kumquat abbinati al profumo di garofano, ascoltando un'opera di Wagner ed il suono di un aeroplano, mentre le dita accarezzano velluto, seta e carta vetrata: benvenuti nell'universo multisensoriale della cucina futurista di Filippo Tommaso Marinetti, che a marzo verrà ricreata a Londra dallo chef italiano Giorgio Locatelli, in una cena di gala organizzata nell'ambito di una mostra sull'avanguardia europea in corso alla British Library.
Oltre all'antipasto 'aereò composto appunto da olive, kumquat, finocchio e da una combinazione di suoni e di materiali da accarezzare, i commensali potranno gustare un primo di fagottini di riso al pomodoro o allo zafferano, ripieni di carne, formaggio, salame, pinoli o uvetta e poi impanati e fritti. Il secondo invece prevede salmone dell'Alaska in raggi di Sole con salsa di Marte, ovvero un salmone alla griglia posto su pomodori grigliati con filetti di acciuga intrecciati. E per finire, l«elastitortà: una palla di pasta sfoglia con zabaglione al vino rosso, un bastoncino di liquirizia ed una prugna.
I piatti del menù sono tutti tratti da La cucina Futurista, il libro pubblicato nel 1932 da Marinetti nel quale il poeta, scrittore e drammaturgo italiano ribadisce la sua avversione per la pasta - alimento che secondo lui induceva alla pigrizia, al pessimismo e alla letargia - ed in cui in un certo senso anticipa molti degli sviluppi della novelle cuisine e della 'cucina molecolarè di Heston
Blumenthal.
Nonostante molte delle teorie di Marinetti non siano mai state prese sul serio dai suoi contemporanei d'Oltremanica, Locatelli - uno dei più celebri chef italiani a Londra e proprietario di Locanda Locatelli, ristorante specializzato nella cucina dell'Italia settentrionale - sostiene che nella cucina futurista vi sono molti elementi interessanti e degni di nota. »Erano degli innovatori - ha detto il cuoco al Times - erano convinti che un pasto dovesse stimolare tutti e cinque i sensi. Per nessuno dei piatti descritti nel libro vengono elencate le dosi o le temperature di cottura. Sono pensieri di ricette. Sarà interessante far sedere la gente e farla
mangiare queste cose«.
Tra i piatti tipici della cucina futurista - illustra il Times - vi erano anche un brodo di carne spruzzato di champagne e liquore e decorato con petali di rosa o il 'porco eccitatò, un salame servito diritto in un piatto contenente caffè mescolato con acqua di colonia. »Marinetti era una persona fantastica, ma il suo cibo era terribile. Stiamo cercando di renderlo commestibile«, haaffermayo Benito Fiore, dell'Accademia della Cucina Italiana a Londra. Il banchetto futurista è stato organizzato dall'Accademia in congiunzione con la British Library per la mostra 'Breaking the Rules: the Printed Face of the European Avant Garde 1900-1937' e costerà circa 100 euro a persona. Abito ichiesto: »classico o Anni Trenta, con un tocco futurista«. (ANSA).
Oltre all'antipasto 'aereò composto appunto da olive, kumquat, finocchio e da una combinazione di suoni e di materiali da accarezzare, i commensali potranno gustare un primo di fagottini di riso al pomodoro o allo zafferano, ripieni di carne, formaggio, salame, pinoli o uvetta e poi impanati e fritti. Il secondo invece prevede salmone dell'Alaska in raggi di Sole con salsa di Marte, ovvero un salmone alla griglia posto su pomodori grigliati con filetti di acciuga intrecciati. E per finire, l«elastitortà: una palla di pasta sfoglia con zabaglione al vino rosso, un bastoncino di liquirizia ed una prugna.
I piatti del menù sono tutti tratti da La cucina Futurista, il libro pubblicato nel 1932 da Marinetti nel quale il poeta, scrittore e drammaturgo italiano ribadisce la sua avversione per la pasta - alimento che secondo lui induceva alla pigrizia, al pessimismo e alla letargia - ed in cui in un certo senso anticipa molti degli sviluppi della novelle cuisine e della 'cucina molecolarè di Heston
Blumenthal.
Nonostante molte delle teorie di Marinetti non siano mai state prese sul serio dai suoi contemporanei d'Oltremanica, Locatelli - uno dei più celebri chef italiani a Londra e proprietario di Locanda Locatelli, ristorante specializzato nella cucina dell'Italia settentrionale - sostiene che nella cucina futurista vi sono molti elementi interessanti e degni di nota. »Erano degli innovatori - ha detto il cuoco al Times - erano convinti che un pasto dovesse stimolare tutti e cinque i sensi. Per nessuno dei piatti descritti nel libro vengono elencate le dosi o le temperature di cottura. Sono pensieri di ricette. Sarà interessante far sedere la gente e farla
mangiare queste cose«.
Tra i piatti tipici della cucina futurista - illustra il Times - vi erano anche un brodo di carne spruzzato di champagne e liquore e decorato con petali di rosa o il 'porco eccitatò, un salame servito diritto in un piatto contenente caffè mescolato con acqua di colonia. »Marinetti era una persona fantastica, ma il suo cibo era terribile. Stiamo cercando di renderlo commestibile«, haaffermayo Benito Fiore, dell'Accademia della Cucina Italiana a Londra. Il banchetto futurista è stato organizzato dall'Accademia in congiunzione con la British Library per la mostra 'Breaking the Rules: the Printed Face of the European Avant Garde 1900-1937' e costerà circa 100 euro a persona. Abito ichiesto: »classico o Anni Trenta, con un tocco futurista«. (ANSA).
AVANZI (FUTURI) DI GALERA
CERVELLO: STUDIO, MANGIARE MALE RENDE VIOLENTI (ANSA) - LONDRA, 29 GEN - Il cibo malsano è collegato ai comportamenti violenti, e anche alla criminalità. Lo sostiene un gruppo di studiosi dell'Università di Oxford, che ha analizzato l'alimentazione di mille giovani detenuti tra i 16 e i 21 anni, in tre riformatori britannici. È emerso che i ragazzi alimentati in maniera sana hanno diminuito di un terzo i loro atteggiamenti violenti all'interno dei centri di detenzione.
«Non vogliamo dimostrare che il cibo è l'unico fattore che influenza il comportamento - ha detto al quotidiano britannico 'The Independent' John Stein, professore di psicologia - ma che finora ne abbiamo sottovalutato l'importanza».
L'università porterà avanti un progetto che consiste nell'incrementare l'apporto di minerali e vitamine nell'alimentazione dei giovani detenuti, con un monitoraggio di dodici mesi.
In un esperimento pilota su 231 ragazzi, gli atteggiamenti criminali sono diminuiti di più di un terzo, tra coloro che si sono alimentati correttamente. «Significa che è possibile ridurre di un terzo la violenza anche all'interno della comunità», si afferma nella ricerca. Secondo gli studiosi, l'esperimento sarebbe utile a diffondere tabelle nutrizionali anche nelle scuole per ridurre la criminalità anche all'esterno dei centri di detenzione.
La teoria alla base dell'esperimento è che quando il cervello ha carenza di nutrienti, soprattutto di acidi Omega-3, perde la sua flessibilità, ovvero diminuisce il tempo di attenzione e riduce l'autocontrollo.
«Secondo la legge - ha spiegato lo studioso Bernard Gesch - il crimine è una questione di libera volontà, che però non può essere esercitata senza coinvolgere il cervello. A sua volta, quest'ultimo non può funzionare correttamente senza un sano apporto nutrizionale. Da cui ne deriva che l'alimentazione influenza il comportamento». (ANSA).
«Non vogliamo dimostrare che il cibo è l'unico fattore che influenza il comportamento - ha detto al quotidiano britannico 'The Independent' John Stein, professore di psicologia - ma che finora ne abbiamo sottovalutato l'importanza».
L'università porterà avanti un progetto che consiste nell'incrementare l'apporto di minerali e vitamine nell'alimentazione dei giovani detenuti, con un monitoraggio di dodici mesi.
In un esperimento pilota su 231 ragazzi, gli atteggiamenti criminali sono diminuiti di più di un terzo, tra coloro che si sono alimentati correttamente. «Significa che è possibile ridurre di un terzo la violenza anche all'interno della comunità», si afferma nella ricerca. Secondo gli studiosi, l'esperimento sarebbe utile a diffondere tabelle nutrizionali anche nelle scuole per ridurre la criminalità anche all'esterno dei centri di detenzione.
La teoria alla base dell'esperimento è che quando il cervello ha carenza di nutrienti, soprattutto di acidi Omega-3, perde la sua flessibilità, ovvero diminuisce il tempo di attenzione e riduce l'autocontrollo.
«Secondo la legge - ha spiegato lo studioso Bernard Gesch - il crimine è una questione di libera volontà, che però non può essere esercitata senza coinvolgere il cervello. A sua volta, quest'ultimo non può funzionare correttamente senza un sano apporto nutrizionale. Da cui ne deriva che l'alimentazione influenza il comportamento». (ANSA).
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