diario di bordo del mio palato

martedì 29 gennaio 2008

AVANZI (FUTURI) DI GALERA

CERVELLO: STUDIO, MANGIARE MALE RENDE VIOLENTI (ANSA) - LONDRA, 29 GEN - Il cibo malsano è collegato ai comportamenti violenti, e anche alla criminalità. Lo sostiene un gruppo di studiosi dell'Università di Oxford, che ha analizzato l'alimentazione di mille giovani detenuti tra i 16 e i 21 anni, in tre riformatori britannici. È emerso che i ragazzi alimentati in maniera sana hanno diminuito di un terzo i loro atteggiamenti violenti all'interno dei centri di detenzione.
«Non vogliamo dimostrare che il cibo è l'unico fattore che influenza il comportamento - ha detto al quotidiano britannico 'The Independent' John Stein, professore di psicologia - ma che finora ne abbiamo sottovalutato l'importanza».
L'università porterà avanti un progetto che consiste nell'incrementare l'apporto di minerali e vitamine nell'alimentazione dei giovani detenuti, con un monitoraggio di dodici mesi.
In un esperimento pilota su 231 ragazzi, gli atteggiamenti criminali sono diminuiti di più di un terzo, tra coloro che si sono alimentati correttamente. «Significa che è possibile ridurre di un terzo la violenza anche all'interno della comunità», si afferma nella ricerca. Secondo gli studiosi, l'esperimento sarebbe utile a diffondere tabelle nutrizionali anche nelle scuole per ridurre la criminalità anche all'esterno dei centri di detenzione.
La teoria alla base dell'esperimento è che quando il cervello ha carenza di nutrienti, soprattutto di acidi Omega-3, perde la sua flessibilità, ovvero diminuisce il tempo di attenzione e riduce l'autocontrollo.
«Secondo la legge - ha spiegato lo studioso Bernard Gesch - il crimine è una questione di libera volontà, che però non può essere esercitata senza coinvolgere il cervello. A sua volta, quest'ultimo non può funzionare correttamente senza un sano apporto nutrizionale. Da cui ne deriva che l'alimentazione influenza il comportamento». (ANSA).

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