FRANCIA: LO CHAMPAGNE PIÙ CARO, 4.166 EURO LA BOTTIGLIA (ANSA) - PARIGI, 24 MAR - La società Pernod-Ricard ha lanciato lo champagne più caro al mondo, mettendo in vendita delle confezioni di 12 bottiglie di Perrier-Jouet a 50.000 euro, cioè 4.166
euro la bottiglia di 75 centilitri.
Il record precedente era detenuto da una serie limitata di 10 bottiglie di tre litri ciascuna di Dom Perignon, venduta ognuna 12.000 euro, cioè 4.000 euro il litro. La serie era stata creata per il Festival cinematografico di Cannes nel 2005.
Le confezioni di Perriere-Jouet saranno vendute a 100 persone nel mondo, una comunità di «super ricchi», in sette paesi: Usa, Gran
Bretagna, Giappone, Cina, Russia, Svizzera e Francia.
(ANSA).
diario di bordo del mio palato
mercoledì 26 marzo 2008
mercoledì 19 marzo 2008
IL NASO DI ILJA

GB: PRODUTTORE VINO SI ASSICURA IL NASO PER 5 MLN EURO (ANSA) - LONDRA, 19 MAR - Un olandese che produce vino nel Bordeaux ha assicurato il suo naso per 5 milioni di euro presso i Lloyd's di Londra. Ilja Gort, questo il nome del proprietario di Chateaux de la Garde, l'azienda produttrice di Tulipe Wines, ha deciso di assicurare il suo prezioso olfatto dopo che il vino da lui prodotto ha vinto una serie di premi.
«Abbiamo vinto alcune medaglie importanti e mi sono reso conto della necessità di avere un buon naso», ha detto il vigneron al Times, aggiungendo: «È la mia proprietà più importante, molta gente crede che fare il vino sia una questione di gusto, ma in realtà sta tutto nel naso». (ANSA).
T A S T E
ALIMENTARE: AL VIA TASTE, VIAGGIO TRA DIVERSITÀ DEL GUSTO (ANSA) - FIRENZE, 13 MAR - Un viaggio alla scoperta delle diversità del gusto. È 'Tastè, il salone organizzato da Pitti Immagine, su un'idea di Davide Paolini, dedicato alla scoperta della
diversità biologica e culturale dei cibi che si svolgerà dal 15 al 17 marzo alla Stazione Leopolda di Firenze (sabato e domenica ore 10-22 / lunedì 9.30-16.30).
«Questa terza edizione - racconta Agostino Poletto, vice-direttore generale di Pitti Immagine - ci è inaspettatamente e piacevolmente cresciuta sotto gli occhi, proprio per le sue caratteristiche uniche. L' attenzione è tutta rivolta al cibo, un percorso tutto italiano per conoscere i prodotti delle aziende, i sapori vecchi e nuovi per cui siamo famosi nel mondo. Chi sono di fatto le nuove star applaudite dalla stampa come dalla televisione e seguite dal grande pubblico? Dopo gli stilisti, i designer, gli architetti, dai mass media sorridono i grandi chef.
Le loro mani »Le mani in pasta« sono ritratte nelle immagini della fotografa Francesca Brambilla presentate all'ingresso del salone nella mostra in collaborazione con il mensile di moda Velvet. Taste vuole presentarsi come un departement store totale: intorno al cibo gli oggetti e le attrezzature di design e di artigianato per la tavola e per lavorare in cucina. Nonsoloalimentari è la mostra curata dall' arch. Paola Navone: il vetro soffiato, la ceramica, il metallo forgiato, le tessiture uscite da piccole botteghe ma anche da attività
industriali, memoria di una storia parallela al cibo.» «Noi - continua Poletto - rappresentiamo la terza via che mancava tra la fiera locale ed il gigantismo della grande manifestazione: siamo la nicchia di produzioni eccellenti preparate e servite nel modo giusto.
Nel nostro departement store ideale c'è la libreria specializzata, il taste-shop che offre la possibilità di acquistare ciò che si può vedere e degustare durante il percorso, lo spazio per dibattere sui temi culinari del momento. Il focus di Taste è il cibo, ma avremo delle aperture verso bevande dai profili particolari: le birrerie a livello artigianale nate recentemente o il vino biodinamico, cos'è e quale
futuro potrà avere».
E tante sono le curiosità di questa nuova avventura cultural-gastronomica tra le eccellenze italiane: dalla più antica fabbrica di cioccolato arrivano le prelibatezze della Sicilia, dalle Marche le confetture di frutti ormai dimenticati come le giuggiole o le visciole; un antico cereale, il kamut, riprende vita a Treviso e riappaiono dolci senza uso di farina (tornano a sorridere gli intolleranti al glutine); diosperi e mele cotogne vengono proposti sott'olio e la la mozzarella ci arriva dalla prima beauty farm per bufale. (ANSA).
diversità biologica e culturale dei cibi che si svolgerà dal 15 al 17 marzo alla Stazione Leopolda di Firenze (sabato e domenica ore 10-22 / lunedì 9.30-16.30).
«Questa terza edizione - racconta Agostino Poletto, vice-direttore generale di Pitti Immagine - ci è inaspettatamente e piacevolmente cresciuta sotto gli occhi, proprio per le sue caratteristiche uniche. L' attenzione è tutta rivolta al cibo, un percorso tutto italiano per conoscere i prodotti delle aziende, i sapori vecchi e nuovi per cui siamo famosi nel mondo. Chi sono di fatto le nuove star applaudite dalla stampa come dalla televisione e seguite dal grande pubblico? Dopo gli stilisti, i designer, gli architetti, dai mass media sorridono i grandi chef.
Le loro mani »Le mani in pasta« sono ritratte nelle immagini della fotografa Francesca Brambilla presentate all'ingresso del salone nella mostra in collaborazione con il mensile di moda Velvet. Taste vuole presentarsi come un departement store totale: intorno al cibo gli oggetti e le attrezzature di design e di artigianato per la tavola e per lavorare in cucina. Nonsoloalimentari è la mostra curata dall' arch. Paola Navone: il vetro soffiato, la ceramica, il metallo forgiato, le tessiture uscite da piccole botteghe ma anche da attività
industriali, memoria di una storia parallela al cibo.» «Noi - continua Poletto - rappresentiamo la terza via che mancava tra la fiera locale ed il gigantismo della grande manifestazione: siamo la nicchia di produzioni eccellenti preparate e servite nel modo giusto.
Nel nostro departement store ideale c'è la libreria specializzata, il taste-shop che offre la possibilità di acquistare ciò che si può vedere e degustare durante il percorso, lo spazio per dibattere sui temi culinari del momento. Il focus di Taste è il cibo, ma avremo delle aperture verso bevande dai profili particolari: le birrerie a livello artigianale nate recentemente o il vino biodinamico, cos'è e quale
futuro potrà avere».
E tante sono le curiosità di questa nuova avventura cultural-gastronomica tra le eccellenze italiane: dalla più antica fabbrica di cioccolato arrivano le prelibatezze della Sicilia, dalle Marche le confetture di frutti ormai dimenticati come le giuggiole o le visciole; un antico cereale, il kamut, riprende vita a Treviso e riappaiono dolci senza uso di farina (tornano a sorridere gli intolleranti al glutine); diosperi e mele cotogne vengono proposti sott'olio e la la mozzarella ci arriva dalla prima beauty farm per bufale. (ANSA).
Encore du champagne, SVP...

FRANCIA: DECISO AMPLIAMENTO ZONA DI PRODUZIONE CHAMPAGNE (ANSA-AFP) - PARIGI, 13 MAR - Per far fronte a una domanda sempre crescente, le autorità francesi hanno deciso oggi di ampliare la zona di produzione dello champagne, vino di gran
lusso famoso nel mondo da sempre associato all'alta gastronomia e alla dolce vita.
Accogliendo le pressanti richieste dei viticoltori, l'Istituto nazionale francese dell'origine e della qualità (Inao) si è espresso all'unanimità per aggiungere altri 38 comuni ai 319 che, su un'area complessiva di 33.500 ettari nel nord-est della Francia, costituiscono l'esclusivo territorio dove lo champagne può essere legalmente prodotto.
Nella storia dell'enologia francese è la prima volta che viene deciso di ridefinire la cosiddetta zona Aoc (Appellation d'origine control‚e, denominazione di origine controllata), istituita con una apposita legge nel lontano 1927.
Tenuto conto delle ferree procedure che i viticoltori sono obbligati a seguire, i consumatori dovranno tuttavia attendere fino al 2021 per poter assaggiare gli champagne di nuova generazione.
Prima che la decisione diventi operativa, sono inoltre previsti diversi passaggi burocratici. Intanto la delibera dell'Inao dovrà essere ratificata dal Consiglio di stato e questo, a quanto pare, non avverrà prima dell'anno prossimo.
La stessa Inao, inoltre, in ogni nuovo comune inserito nel perimetro allargato dovrà vagliare attentamente una per una le richieste di ogni aspirante produttore prima di concedere il nulla osta.
Visti gli enormi interessi in gioco non sarà una scelta nè facile nè priva di contestazioni e di polemiche. «Un vigneto al limite della zona Aoc può valere, poniamo, intorno ai 5.000 euro all'ettaro, ma il vigneto confinante all'interno della zona può arrivare al milione di euro», ha spiegato Gilles Flutet, un esperto dell'Inao.
Nel 2007 sono state vendute 338,7 milioni di bottiglie di champagne, contro i 321,6 milioni del 2006. Lo scorso anno, le esportazioni sono arrivate a 150,9 milioni, con aumento del 7,3% rispetto all'anno precedente.
Francia a parte, il paese dove si beve più champagne è la Gran Bretagna (38,9 milioni di bottiglie importate nel 2007), seguito da Usa (21,7 milioni), Germania (12,9 milioni) e Italia (10,3 milioni). In forte crescita anche i mercati dell'est, con in primo piano Russia
e Cina.
Che bel vino...

VINO: VERONA, STILE ITALIANO VINCE ANCHE NEL PACKAGING (ANSA) - VERONA, 13 MAR - Lo stile italiano vince non solo nei vini ma anche nel look delle bottiglie. Sono infatti italiane le cantine vincitrici del 13/O Concorso del packaging 2008 promosso
nell'ambito del 42/O Vinitaly (Verona 3-7 aprile).
La giuria, presieduta da Antonio Ghini, ha assegnato il premio «Etichetta dell'anno» per la categoria vini al Colli del Limbara Igt Rosso «Galana» 2000 della Cantina del Vermentino di Monti (Sassari), mentre per la categoria distillati è risultata vincitrice l«'Acquavite di Vino Moscato Rosa» della G. Bertagnolli di Mezzocorona (Trento). Il premio speciale «Packaging 2008» è stato assegnato per la
categoria vini alla Casa Vinicola Duca di Salaparuta di Casteldaccia (Palermo), mentre per la categoria distillati-liquori è stata premiata la Centopercento di Neversa della Battaglia (Treviso) La competizione è organizzata annuanlmente da Veronafiere con lo scopo di evidenziare il miglior 'vestitò dei vini e dei distillati provenienti da uve, vinacce, mosto e vino e liquori prodotti con frutta diversa dall'uva (bottiglia, chiusura, capsula, etichetta, collarino), così da premiare e stimolare lo sforzo delle aziende vitivinicole al continuo
miglioramento della propria immagine.
Anche quest'anno lo stile italiano ha primeggiato sugli altri; solo un'etichetta australiana ha potuto fregiarsi di un'etichetta d'oro. Le confezioni di vini e distillati iscritte quest'anno nelle 7 categorie previste dal regolamento sono state 210, provenienti da diversi paesi del
mondo.(ANSA).
Arte di vita

VINO: UE; PARTE CAMPAGNA BERE CON MODERAZIONE, ARTE DI VITA (ANSA) - BRUXELLES, 18 MAR - «Bere vino con moderazione, un'arte di vita». È lo slogan con cui saranno chiamati a confrontarsi nel corso del 2008 i consumatori italiani, ma anche inglesi, francesi, tedeschi, spagnoli e portoghesi, che vuol trasmettere il messaggio: chi beve con moderazione beve sano e sa gustarsi la vita.
A lanciare il programma «Wine in moderation, Art de Vivre», sono state oggi a Bruxelles tre grandi organizzazioni europee: il Comitato Ue delle imprese vitivinicole (Ceev), il Comitato degli agricoltori e delle cooperative europee (Copa e Cogeca) e la Confederazione europea dei viticoltori indipendenti (Cevi).
La commissaria euoropea all'agricoltura Mariann Fischer Boel ha aperto i lavori dopo un saluto del presidente dell'Esecutivo Ue, Josè Manuel Barroso, sottolineando che la nuova riforma del vino messa a punto nel dicembre scorso prevede già il lancio di campagne di sensibilizzazione sul consumo del vino. Consumo che secondo gli esperti presenti non dovrebbe superare i tre bicchieri nell'arco di una giornata.
Nella presentazione del programma è intervenuto Paolo Bruni, vicepresidente di Cogeca e presidente di Fedagri Confcooperative, che a sua volta ha sottolineato «l'importanza di distinguere tra consumo moderato con effetti benefici per la salute, da un abuso di consumo che ha invece effetti nocivi».
Nel corso della manifestazione sono anche intervenuti a nome delle industria vitivinicola europea il presidente del Ceev Lamberto Gancia, Ottavio Cagiano di Federvini, che ha illustrato il programma italiano, e Federico Castellucci direttore generale dell'Oiv, l'Organizazione internazionale delle vite e vino.
La campagna che sarà progressivamente estesa ad altri Paesi è organizzata in partenariato con le autorità pubbliche tanto a livello europeo che a livello nazionale e locale. Si articola su quattro tipi di azioni: una compagna di comunicazione giovani e meno giovani; la creazione di un consiglio di informazione sul vino, ossia una piattaforma di scambi di buone pratiche e di diffusione di informazioni sugli aspetti sociali e salutistici del consumo di vino; programmi di formazione per responsabilizzare maggiormente operatori e consumatori, infine definizione standard commerciali basati su codici di autoregolazione.(ANSA).
Carruba dixit
SCUOLA: MENSE; A MILANO NUOVE RICETTE PER CONQUISTARE BIMBI (ANSA) - MILANO, 18 MAR -Pasta al tonno, medaglioni di vitello al forno e polpette al sugo con verdure. Sono alcuni dei 10 nuovi piatti che la società Milano Ristorazione ha
inserito nei menù di 600 scuole milanesi dallo scorso 3 marzo, dopo averli sottoposti al giudizio di oltre mille dei suoi piccoli clienti.
Le nuove pietanze sono state presentate oggi in una scuola elementare di Milano, alla presenza dell'assessore comunale alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna.
«La maggior parte delle malattie tumorali e cardiovascolari dell'età adulta - ha spiegato Michele Carruba, presidente di Milano Ristorazione - sono la conseguenza di un'alimentazione scorretta. Per questo dobbiamo fare in modo che i bambini ricevano una corretta educazione alimentare, e che nelle mense mangino con gusto dei piatti che apportino tutti i nutrienti nelle giuste proporzioni». A questo scopo, Milano Ristorazione ha creato un comitato scientifico di pediatri e nutrizionisti che ha ideato una ventina di nuove ricette. Queste sono state sottoposte al giudizio di circa 1.200 bambini di 16 scuole milanesi, e solo quelle promosse sono state infine introdotte nel circuito della refezione.
Un'altra novità da poco approdata nelle mense scolastiche milanesi è il servizio self-service, che, come ha spiegato Michele Carruba, piace all'85% dei bambini. «I piccoli sono entusiasti perchè si sentono più adulti - ha aggiunto -. Sono più responsabilizzati nella scelta dei piatti e, nel momento in cui devono riporre il loro vassoio, vengono anche guidati nel fare la raccolta differenziata».
L'esperto nutrizionista ha infine lanciato un appello ai genitori: «è importante che le famiglie insegnino ai piccoli a mangiare non solo ciò di cui sono golosi, ma anche ciò che fa bene - ha concluso -. Per questo, da marzo, recapitiamo a casa di ogni bimbo il menù dei pranzi a scuola, corredato da alcuni consigli per i genitori, utili a organizzare meglio la cena di tutta la famiglia». (ANSA).
inserito nei menù di 600 scuole milanesi dallo scorso 3 marzo, dopo averli sottoposti al giudizio di oltre mille dei suoi piccoli clienti.
Le nuove pietanze sono state presentate oggi in una scuola elementare di Milano, alla presenza dell'assessore comunale alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna.
«La maggior parte delle malattie tumorali e cardiovascolari dell'età adulta - ha spiegato Michele Carruba, presidente di Milano Ristorazione - sono la conseguenza di un'alimentazione scorretta. Per questo dobbiamo fare in modo che i bambini ricevano una corretta educazione alimentare, e che nelle mense mangino con gusto dei piatti che apportino tutti i nutrienti nelle giuste proporzioni». A questo scopo, Milano Ristorazione ha creato un comitato scientifico di pediatri e nutrizionisti che ha ideato una ventina di nuove ricette. Queste sono state sottoposte al giudizio di circa 1.200 bambini di 16 scuole milanesi, e solo quelle promosse sono state infine introdotte nel circuito della refezione.
Un'altra novità da poco approdata nelle mense scolastiche milanesi è il servizio self-service, che, come ha spiegato Michele Carruba, piace all'85% dei bambini. «I piccoli sono entusiasti perchè si sentono più adulti - ha aggiunto -. Sono più responsabilizzati nella scelta dei piatti e, nel momento in cui devono riporre il loro vassoio, vengono anche guidati nel fare la raccolta differenziata».
L'esperto nutrizionista ha infine lanciato un appello ai genitori: «è importante che le famiglie insegnino ai piccoli a mangiare non solo ciò di cui sono golosi, ma anche ciò che fa bene - ha concluso -. Per questo, da marzo, recapitiamo a casa di ogni bimbo il menù dei pranzi a scuola, corredato da alcuni consigli per i genitori, utili a organizzare meglio la cena di tutta la famiglia». (ANSA).
Women only
ARABIA SAUDITA: APERTO A RIAD ALBERGO PER SOLE DONNE (ANSA-AFP) - RIAD, 18 MAR - Un esclusivo albergo per sole donne, il primo del Medio Oriente, è stato inaugurato oggi a Riad, capitale dell'Arabia Saudita, paese dove vige una rigida
interpretazione dell'Islam e dove alle donne sono imposte varie restrizioni.
Il 'Luthan Hotel and Spà conta 26 camere e, secondo un comunicato della direzione, alle future clienti sarà in grado di offrire più di 150 varietà di cure termali oltre che una cucina di alta qualità.
All'inaugurazione è intervenuto il principe Sultan ben Slaman ben Abdel Aziz, segretario generale della Commissione suprema per il turismo.
La principessa Madawi Bint Mohammad ben Abdallah, presidente del consiglio di amministrazione, ha detto che il nuovo hotel costituisce un importante passo in avanti sulla via di una maggiore emancipazione delle donne, « in particolare le saudite».
L'Arabia Saudita, il primo produttore al mondo di petrolio, è anche il custode dei due luoghi più sacri per i mussulmani, La Mecca e Medina. La confessione dominante è quella wahabita, un movimento che si propone di riportare l'Islam alla sua purezza originaria.
Secondo il wahabismo, le donne non possono mostrarsi in compagni di un uomo che non sia o il marito o un membro della propria famiglia nè possono viaggiare senza una loro autorizzazione.
Alle saudite non è permesso nè guidare l'automobile nè mangiare da sole al ristorante e quando escono di casa devono indossare il cosiddetto velo integrale e coprirsi in pratica dalla testa ai piedi.
Lo scorso dicembre, il 'Rosewood Hotel', lussuoso albergo di Gedda, sul Mar Rosso, aveva annunciato che intendeva riservare alle donne un intero piano. (ANSA-AFP).
interpretazione dell'Islam e dove alle donne sono imposte varie restrizioni.
Il 'Luthan Hotel and Spà conta 26 camere e, secondo un comunicato della direzione, alle future clienti sarà in grado di offrire più di 150 varietà di cure termali oltre che una cucina di alta qualità.
All'inaugurazione è intervenuto il principe Sultan ben Slaman ben Abdel Aziz, segretario generale della Commissione suprema per il turismo.
La principessa Madawi Bint Mohammad ben Abdallah, presidente del consiglio di amministrazione, ha detto che il nuovo hotel costituisce un importante passo in avanti sulla via di una maggiore emancipazione delle donne, « in particolare le saudite».
L'Arabia Saudita, il primo produttore al mondo di petrolio, è anche il custode dei due luoghi più sacri per i mussulmani, La Mecca e Medina. La confessione dominante è quella wahabita, un movimento che si propone di riportare l'Islam alla sua purezza originaria.
Secondo il wahabismo, le donne non possono mostrarsi in compagni di un uomo che non sia o il marito o un membro della propria famiglia nè possono viaggiare senza una loro autorizzazione.
Alle saudite non è permesso nè guidare l'automobile nè mangiare da sole al ristorante e quando escono di casa devono indossare il cosiddetto velo integrale e coprirsi in pratica dalla testa ai piedi.
Lo scorso dicembre, il 'Rosewood Hotel', lussuoso albergo di Gedda, sul Mar Rosso, aveva annunciato che intendeva riservare alle donne un intero piano. (ANSA-AFP).
giovedì 13 marzo 2008
Davvero SQUISITO

MOSTRE: CIBI D'ARTE, A MILANO RASSEGNA GASTRONAUTA PAOLINI (ANSA) - MILANO, 13 MAR - Cibo per lo stomaco, ma anche per la testa. È stata presentata oggi, alla Rotonda della Besana a Milano, la mostra 'Cibo d'arte/Arte del cibò, installazioni di
Davide Paolini, detto il gastronauta, esposte dal 14 al 25 marzo. Una rassegna, tra allegorie e ironia, di prodotti enogastronomici tipici dell'arte culinaria italiana.
Un violino di capra della Valchiavenna conservato nella custodia dell'omonimo strumento musicale o un prosciutto di Parma massaggiato in una sauna, sono alcuni esempi delle opere di Paolini. «Ma non c'è soltanto ironia, c'è anche denuncia - afferma Paolini - come nelle installazioni sul lardo di colonnata e sul formaggio di fossa, che esprimono una protesta contro i numerosi falsi. È una mostra che vuol fare riflettere il consumatore su tutto ciò che c'è dietro alcuni prodotti artigianali di eccellenza».
La mostra fa da prologo alla manifestazione 'Squisito', la rassegna sul cibo in programma a San Patrignano dal 30 maggio al 2 giugno, organizzata dalla comunità di Andrea Muccioli che ha il patrocinio dell'ufficio dell'Onu contro la droga e il crimine (Unodc).
Nell'area di 45 mila metri quadri, con 120 stand dei migliori artigiani del cibo italiano, una zona dedicata al vino, un'area relax e 22 presidi di slow food, particolare importante riveste il progetto 'Good food', dove la produzione artigianale di prodotti enogastronomici diventa strumento per lottare contro l'emarginazione, il disagio e la tossicodipendenza. In questo senso ci saranno esempi dall'Italia e dal mondo, con i prodotti degli ex tossicodipendenti di San Patrignano e, ad esempio, il caffè e il cacao di alta qualità prodotti dai
contadini colombiani dopo la riconversione delle piantagioni di coca.
(ANSA).
lunedì 10 marzo 2008
VIVA GOLOSARIA

ENOGASTRONOMIA: GOLOSARIA A VIGNALE (ANSA) - ALESSANDRIA, 7 MAT - Tutto pronto per Golosaria tra i castelli del Monferrato, la manifestazione cultural-gastronomica organizzata dal Club di Papillon, in programma domani e domenica tra le province di Alessandria e Asti.
Oggi prologo tra Corteranzo, per la presentazione del Design Escapade 2008 e l'abbazia di Santa Giustina di Sezzadio, dove Aleramo intorno all'anno Mille fu allevato dai monaci benedettini, con l'incontro sul tema «Ascolto e silenzio».
come riappropriarsi del gusto partendo dall'esperienza del monachesimo benedettino«.
L'inaugurazione di Golosaria domani alle 11 a palazzo Callori di Vignale Monferrato, con parte dei cento artigiani italiani selezionati da
Paolo Massobrio mentre gfli altri saranno ala Locanda del Sant'Uffizio di Cioccaro di Penango. Tanti gli appuntamenti, 40 location tra le due province, 60 strutture ricettive, per 600 posti letto complessivi, 35 »menu Golosaria« (prezzi da 15 a 35 euro), 20 merende sinoire e degustazioni di vini e prodotti tipici, 51 cantine aperte e 6 castelli accessibili con visite guidate. (ANSA).
martedì 4 marzo 2008
Asimov dixit
New York - Il vino più sexy del mondo? Parola del New York Times, è il Barolo. Soprattutto quello che si ha il tempo, la pazienza e l’opportunità di far invecchiare per almeno dieci anni, perché solo così diventa "austero, maturo e sensuale". A scriverlo è Eric Asimov, il critico ufficiale di vini del quotidiano americano. "Spesso si sente dire che il Barolo è un vino da intellettuali, e magari si può anche capire il perché", scrive Asimov, "in effetti qualcosa della sua tanninica austerità, specie quando è giovane, lascia pensare che sia un vino che ti tiene a distanza, che debba essere ponderato per essere compreso".
E invece "tra tutti i grandi vini è forse il solo Bordeaux che è capace di offrire quelle sensazioni, seducenti fragranti e cariche di sfumature, che danno al Barolo la sua grande anima". Insomma: "Lo si definisca quanto ci pare 'intellettuale', ma a mio avviso non ci sono altri vini che diano così tanto la carica".
Le origini Il Barolo prende il nome dalla famiglia Falletti, marchesi di Barolo, che iniziò a produrre vino. Un giorno la marchesa Falletti ne fece dono a Carlo Alberto. Il Re apprezzò moltissimo quelle damigiane di pregiato vino e, così, decise di acquistare subito la tenuta di Verduno per poter avere una scorta di Barolo sempre a portata di mano.
E invece "tra tutti i grandi vini è forse il solo Bordeaux che è capace di offrire quelle sensazioni, seducenti fragranti e cariche di sfumature, che danno al Barolo la sua grande anima". Insomma: "Lo si definisca quanto ci pare 'intellettuale', ma a mio avviso non ci sono altri vini che diano così tanto la carica".
Le origini Il Barolo prende il nome dalla famiglia Falletti, marchesi di Barolo, che iniziò a produrre vino. Un giorno la marchesa Falletti ne fece dono a Carlo Alberto. Il Re apprezzò moltissimo quelle damigiane di pregiato vino e, così, decise di acquistare subito la tenuta di Verduno per poter avere una scorta di Barolo sempre a portata di mano.
lunedì 3 marzo 2008
La zeppola? Doc.

Napoli, 1° marzo
La zeppola di San Giuseppe, dolce tipico napoletano soprattutto in occasione delle feste pasquali, avrà il suo marchio doc. Parola di Antonio Agostino Ambrosio, sindaco di San Giuseppe Vesuviano, patria del dolce partenopeo dove, da sei anni, viene organizzata la Sagra della zeppola.
Quest'anno l'appuntamento è per il 7 e l'8 marzo nella piazza principale del paese dove verrà allestito un «villaggio della zeppola» che vedrà il diretto coinvolgimento dei migliori maestri pasticceri locali e di 21 delle migliori pasticcerie della cittadina vesuviana, tutte specializzate nella preparazione della zeppola sia fritta che al forno. E di tutto rispetto anche la quantità degli ingredienti che verranno utilizzati per questa sesta edizione: 30 quintali di farina, centomila litri d'acqua, 5 quintali di burro, duecentomila uova, 10 quintali di amarene.
Per due giorni la cittadina vesuviana sarà, dunque, il centro di degustazioni, musica, festeggiamenti in onore di quella che viene definita la 'regina dei dolci'. Madrina della festa sarà la showgirl Caterina Balivo. «Ma la sagra della zeppola non è solo festeggiamenti e degustazioni - ci tiene a precisare il sindaco - ci apprestiamo, infatti, a fondare l'ente sagra, che oltre a promuovere quest'evento che
rilancia l'economia di questo territorio, perseguirà anche un altro importante obiettivo, la tutela della zeppola come prodotto tipico».
O A S I:
Bignè fritti e ripieni di ricotta o crema, ciambelle decorate con amarene candite, frittelle di riso con cannella e uvetta. Il 19 marzo è san Giuseppe, festa del papà, e da nord a sud è tutto un festeggiare a suon di zeppole e dolcetti fritti, tanto da far guadagnare al patrono dei falegnami l’epiteto di santo delle frittelle e alcune leggende popolari tramandano che di secondo lavoro facesse il friggitore.
San Giuseppe è il protettore dei poveri e per questo in molte regioni meridionali, come la Campania, la Sicilia e l’Abruzzo, in passato si usava invitare i meno fortunati al banchetto in suo onore. E mentre un sacerdote benediva la tavola, gli ospiti erano serviti dai padroni di casa. Un po’ in tutta Italia, per la festa del 19 marzo ricorrono due elementi, i falò e le zeppole: naturale in un paese storicamente contadino dove nel corso dei secoli le feste religiose si sono sovrapposte ai riti pagani che scandivano l’avvicendarsi delle stagioni. Il giorno di san Giuseppe coincide in effetti con la fine dell’inverno, quando venivano bruciati i residui del raccolto sui campi, e grandi cataste di legna erano accese ai margini delle piazze.
E come ogni periodo di festa si preparano i dolci, in particolare le zeppole, che con le normali variazioni da regione a regione, sono il piatto tipico della ricorrenza. Religioso o laico che sia il senso della giornata, quindi sia che si voglia celebrare il santo o festeggiare il papà, può essere interessante un excursus tra i piatti tradizionali del 19 marzo.
Nell’Italia centrale è tipica la preparazione di bignè fritti e ripieni di ricotta o crema. Nel Mezzogiorno è usanza cuocere al forno o friggere grosse ciambelle che vengono farcite con crema pasticcera e decorate con marmellata di amarene o amarene candite, mentre nelle regioni più settentrionali si preparano le frittelle di riso. Tutti dolci che per la loro componente grassa che deriva dalla frittura si accompagnano bene se abbinati a un Moscato d’Asti o un Brachetto.
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