diario di bordo del mio palato

martedì 4 marzo 2008

Asimov dixit

New York - Il vino più sexy del mondo? Parola del New York Times, è il Barolo. Soprattutto quello che si ha il tempo, la pazienza e l’opportunità di far invecchiare per almeno dieci anni, perché solo così diventa "austero, maturo e sensuale". A scriverlo è Eric Asimov, il critico ufficiale di vini del quotidiano americano. "Spesso si sente dire che il Barolo è un vino da intellettuali, e magari si può anche capire il perché", scrive Asimov, "in effetti qualcosa della sua tanninica austerità, specie quando è giovane, lascia pensare che sia un vino che ti tiene a distanza, che debba essere ponderato per essere compreso".

E invece "tra tutti i grandi vini è forse il solo Bordeaux che è capace di offrire quelle sensazioni, seducenti fragranti e cariche di sfumature, che danno al Barolo la sua grande anima". Insomma: "Lo si definisca quanto ci pare 'intellettuale', ma a mio avviso non ci sono altri vini che diano così tanto la carica".

Le origini Il Barolo prende il nome dalla famiglia Falletti, marchesi di Barolo, che iniziò a produrre vino. Un giorno la marchesa Falletti ne fece dono a Carlo Alberto. Il Re apprezzò moltissimo quelle damigiane di pregiato vino e, così, decise di acquistare subito la tenuta di Verduno per poter avere una scorta di Barolo sempre a portata di mano.

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