diario di bordo del mio palato

venerdì 27 giugno 2008

Pane e pistola a Beirut

Roma, 27 giu. (Apcom) - "Pane e Pistola", è il nome dato al "primo ristorante militare" del Libano, che sta avendo un grande successo nella periferia sud di Beirut, roccaforte del movimento sciita degli Hezbollah. Il sito web della tv al Arabiya dedica un divertente articolo sull'ultima moda nata per "strappare un sorriso" ad un pubblico abituato a vivere in un realtà a rischio permanente di guerra.



"Un singolo panino, potrebbe ucciderti", recita un 'avviso' messo ben in vista all'ingresso del locale cattura l'attenzione di giovani clienti divertiti dalla insolita novità. "Camerieri in divisa militare - scrive l'autore - ti portano gustosi piatti in un ambiente che sembra una fortezza militare": Modelli di carro armati del tipo Mirkafa israeliano e un soffitto dipinto a macchia di leopardo, come le divisi dei soldati".



Quindi, con palesi citazioni che inneggiano al Partito di Dio sciita, si scorre i nomi dei piatti nel menù; "servizio a domicilio, più veloce di una pallottola", è la scritta con cui inizia la lista "offensiva" delle portate.



Yousif Ibrahim, giovane titolare del locale, interpellato dal giornalista spiega: "ho voluto offrire un'idea non volgare per divertire e scherzare, prendendo spunto dal clima teso del paese". Prevedibili, infine, i nomi delle portate più richieste: dagli scontati "Spiedino di tacchino del resistente", "Sandwich Rpg", "hamburger calibro 155" e "ordigno di patate fritte", al più divertente "pane terrorista", invece dell'originale 'arabo' che per "gli occidentali ormai è solo un sinonimo di terrorista", come racconta divertito il giovane propietario.

NO MORE CURRY, PLEASE

GB:NO CURRY, SÌ PASTA, CAMBIA MENÙ TRUPPE AFGHANISTAN/ANSA PIÙ VARIO E ADATTO ALLE TEMPERATURE TORRIDE (ANSA) - LONDRA, 26 GIU - Basta con i fagioli in salsa, il curry e i biscotti al cioccolato che si squagliano: le truppe britanniche di stanza in Afghanistan riceveranno finalmente una 'gavettà più idonea alle temperature torride che spesso si trovano ad affrontare. Un addio, quindi, ai piatti tipicamente 'british' ed un benvenuto, invece, a ricette mediterranee come pasta al tonno e zuppa al pomodoro e basilico.
Secondo quanto riporta oggi il Times, la provvigione che entro il prossimo anno verrà distribuita alle truppe di Sua Maestà sarà «multiclimatica» e multiculturale: oltre ad essere più leggeri e digeribili, i 26 menù comprenderanno anche opzioni halal, vegetariane e per i soldati di fede sikh o indù.
Al posto dei dolci al cioccolato o alla crema, le truppe riceveranno alimenti più sani come frutta e barrette ai cereali e per colazione avranno muesli tostato e porridge alla fragola.
«Non possiamo far contenti tutti - ad alcuni i biscotti al cioccolato piacciono molto - ma abbiamo capito che soprattutto ai più giovani piace avere una dieta più varia e piacciono determinati prodotti. E poi, a volte fa semplicemente troppo caldo per mangiare il curry», ha dichiarato al giornale il capitano Paul Cunningham della divisione alimentare della Difesa.
I cambiamenti saranno limitati alla provvigione che i soldati portano con sè in missione o in piccole basi isolate. Nelle principali basi britanniche in Afghanistan, ovvero quella di Camp Bastion e quella di Lashkar Gah, i soldati possono infatti già contare sulla cucina di chef addestrati, in grado di creare una serie di piatti di buona qualità. Ma per i soldati che combattono al fronte, la gavetta è spesso l'unica fonte di sostentamento e, finora, il suo contenuto ha davvero lasciato a desiderare, soprattutto perchè, oltre a non essere affatto
invitante, è, a detta degli stessi soldati, terribilmente monotono.
A lamentarsi della sua pessima qualità era stato lo stesso principe Harry durante le sue 10 settimane circa trascorse nella provincia di Helmand. «Le provvigioni sono penose. Le sto mangiando ormai da non so più quanto tempo. Ci sono ragazzi che mangiano questo da ancora più tempo di me e sono tutti stufi», aveva detto il giovane principe.
Il nuovo menù, ancotra in fase di definizione, è stato testato da alcuni soldati membri dello stesso reggimento di cui faceva parte Harry, la Household Cavalry. Danny Skinner, uno dei militari, si è detto soddisfatto del cambiamento: «Credo che le nuove provvigioni saranno utili. Quando sei laggiù finisci sempre a mangiare le stesse cose», ha detto.
(ANSA).

venerdì 20 giugno 2008

Coniglio da passeggio

ALIMENTARE: RISTORATORE LANCIA 'STEKCONIGLIO' DA PASSEGGIO (ANSA) - VENEZIA, 19 GIU - Si potrà mangiare passeggiando, come se fosse un croccantino, invece è polpa di coniglio, addolcita con le mandorle e retta da uno stecco di legno.
È questa la proposta culinaria presentata da un ristoratore padovano.
«StekConiglio», per la Coldiretti, è un'idea moderna pensata per i giovani al fine di sostenere il consumo della carne di coniglio troppo spesso sottovalutata. Eppure il Veneto - precisa Coldiretti - è la regione che più conta allevamenti cunicoli tanto da soddisfare l'intero fabbisogno nazionale di carne di coniglio, un prodotto tutto italiano, certificato e di alta qualità. Gli allevatori veneti ne producono quasi il 40%, sviluppando un giro economico di oltre 120 milioni di euro.
A sostegno del consumo di carne di coniglio gli chef delle sette province venete si sono sfidati durante la seconda edizione del premio «Vergani Ballotta», organizzata dall'Accademia Italiana della Cucina, l'associazione cuochi di Padova e Terme Euganee in collaborazione con Coldiretti, realizzando piatti a base di questa carne.

Pagelle, sì o no

GUIDE: RISTORAZIONE;TRA GLI CHEF CRESCE IL NO A PAGELLE/ANSA TRA I CONTRARI AI PUNTEGGI PIERANGELINI, COLONNA INVECE DICE SÌ (di Alessandra Moneti) (ANSA) - Le 'pagelle' fanno discutere anche i grandi chef, dopo che il capostipite
dell'alta ristorazione italiana, Gualtiero Marchesi, ha detto 'basta alle stellette'. Un diniego clamoroso che ha portato allo scoperto il
'fronte del no' tra i cuochi, come emerso alla presentazione della Guida di Repubblica dei ristoranti a Roma, che non dà voti perché, ha
detto il curatore Giuseppe Cerasa, «i ristoranti devono essere i protagonisti, mentre chi scrive deve offrire un servizio per favorire i lettori
nella selezione della qualità. Non siamo a scuola, e non ci possiamo ergere a gran censori».
Il numero 1 in Italia secondo le principali guide, Fulvio Pierangelini, nell'annunciare un convinto ritorno sulla piazza romana, dice di
non apprezzare voti con penna rossa, ma guide che «indichino ciò che serve per conoscere una città, utile ai gourmet ma anche ai portieri d'albergo. Tanti critici del resto non hanno risparmiato lo scempio del cibo, attuato dal 90% degli esercizi capaci di vendere spaghetti folcloristici alle 4 del pomeriggio, o granite allo sciroppo invece che alle fragole». Secondo Massimo Riccioli, «il pubblico e i
lettori delle guide gastronomiche vanno educati, non sensazionalizzati. A volte giudizi secchi, i voti, esprimono incongruenze e non considerano la persona e gli anni di lavoro dietro a un buon risultato ai fornelli. Inoltre, talune 'stitichezze' non aiutano a promuovere il Made in Italy». Pieno appoggio alla posizione di Marchesi giunge da Romeo Caraccio: «i voti sono spesso una cattiveria, un'arma in mano al critico in un duello impari».
In controtendenza, Antonello Colonna secondo il quale «i punteggi hanno il loro fascino e sono sinonimo di traguardo. In atletica leggera vince chi arriva primo, non il più simpatico. E le classifiche sono chiaramente indicate sul tabellone, in gare aperte al mondo. Senza limiti di territorio - dice lo chef che per primo,
a Labico, ha messo 150 vini del Lazio sulla carta - perchè la clientela viaggia e degusta 'globalizzato'. Bene piuttosto il modello della guida Zagat che, negli Usa, viene redatta dagli stessi consumatori». E se sfida deve essere, auspica infine l'emergente firma del San Lorenzo, Enrico Pierri, «mi alleno un anno intero e so il giorno in cui gareggio. O chiedo che il mio lavoro sia giudicato con almeno
tre-quattro visite». Senza confusioni tra osterie e alta ristorazione, chiede Stefano Chinappi, che invoca giudizi per categorie specifiche, come nelle gare di velocità. (ANSA).

martedì 17 giugno 2008

UNO SPECIALE DENTIFRICIO CONQUISTA I GOURMET ITALIANI (ANSA) -
AOSTA, 17 GIU - Salvia, argilla e olio essenziale di garofano. Sono gli ingredienti principali della 'Pasta dentifricia per enogastronomi, progettata da Andrea Nicola, farmacista di Aosta. Studiata per i palati fini, che devono degustare vini e pietanze in condizioni fisiche ottimali, ha raggiunto una produzione di 500 tubetti l'anno, conquistando il favore di importanti nomi del panorama enogastronomico
italiano.
«I dentifrici tradizionali salini o agli oli essenziali di menta irritano le papille gustative - spiega Nicola - mentre il mio prodotto, a base di salvia, garantisce la massima sensibilità». La salvia vanta proprietà disinfettanti e ha un sapore delicato, che pulisce la bocca senza alterare il gusto.
Il dentifricio, brevettato quattro anni fa, oggi vanta tra i suoi estimatori importanti chef, come Antonello Colonna e Davide Scabin, e critici enogastronomici, quali Paolo Massobrio e Luigi Cremona. «L'idea è venuta per gioco, da una mia passione per il mondo del vino e del gusto - spiega Andrea Nicola - che mi ha portato di recente a studiare anche un depurativo a base di desmodium che aiuta la funzione del fegato quando si vuole tornare a regime dopo qualche eccesso». prodotti di Andrea Nicola vengono venduti in tutta Italia in alcune farmacie e profumerie selezionate. (ANSA).

EURO 2008: GERMANIA, UN MENU TUTTO SPECIALE

EURO 2008: GERMANIA, UN MENU TUTTO SPECIALE

Piatto preferito? Spaghetti al ragù conditi con mousse di mela (ANSA) -

Gli spaghetti al ragù conditi con mousse alla mela. È uno dei piatti preferiti dai giocatori della nazionale di calcio tedesca. Lo rivela Holger Stromberg, il cuoco della squadra capitanata da Michael Ballack. 'Devo dire che non è poi neanche tanto male', ha detto Stromberg aggiungendo che anche i 'panini al formaggio spalmati di nutella' sono molto gettonati. Vietati gli gnocchetti al papavero. 'Potrebbero fare risultare i giocatori positivi al doping', spiega lo chef.

Stelle, Marchesi & dintorni


GUIDE: MARCHESI, NON VOGLIO PIÙ PUNTI NÈ STELLETTE (ANSA) - MILANO, 17 GIU - «Si viene giudicati in base a quello che piace, applicando il proprio gusto personale, un sistema che io non intendo più accettare: per questo non voglio più essere giudicato dalla guida con punti e stellette». Lo ha detto Gualtiero Marchesi, considerato tra i più grandi chef italiani, insignito di premi e riconoscimenti a
livello internazionale, in una conferenza stampa convocata per spiegare la sua decisione.
«Chiedo quindi alle guide che se vogliono possono pubblicare un giudizio - ha detto Marchesi - ma non voglio più i punteggi, so che corro il rischio di non essere più inserito nelle guide, ma è un rischio che alla mia età posso anche correre».
Marchesi è stato il primo cuoco italiano nel 1985 a ottenere dalla Guida Michelin le tre stelle.(ANSA).

GUIDE: MARCHESI; MICHELIN, LE STELLE LE DIAMO E LE TOGLIAMO (ANSA) - ROMA, 16 GIU -«Noi le stelle le diamo e le togliamo. Non è che uno se le può togliere da solo». A dirlo è Gian Paolo Galloni, responsabile della comunicazione della Michelin, la
Guida gastronomica più antica, commentando l'intenzione di Gualtiero Marchesi.
Proprio dalla Michelin Marchesi ebbe, primo italiano, le tre Stelle, simbolo dell'eccellenza culinaria.
«Se poi proprio non vorrà essere presente nella Guida, allora vorrà dire che non lo citeremo come avviene per alcuni ristoranti in Francia. Ma è un ragionamento tutto suo, noi come Guida - aggiunge - seguiamo il nostro di ragionamento».
«Marchesi è stato un grande chef, innovativo e geniale: ha traghettato, come raffinatezza, la cucina italiana dalla scena locale a quella internazionale. Per questo aspetterei la sua conferenza stampa di domani per comprendere bene cosa intende dire. E poi ci comporteremo di conseguenza».(ANSA).

GUIDE: MARCHESI; PIERANGELINI, NON È NOVITÀ E CAPISCO...

ROMA, 16 GIU - «Gualtiero dice queste cose da perlomeno dieci anni. Non è una novità: è un suo percorso nel quale credeva e che ora ha deciso di rendere pubblico».
Sceglie accuratamente le parole lo chef del 'Gambero Rosso' di San Vincenzo (Li) Fulvio Pierangelini, ai vertici delle Guide gastronomiche italiane, per commentare la decisione di Gualtiero Marchesi di non voler più stelle.
«La mia stima nei suoi confronti - aggiunge - è immensa. Sono 30 anni che faccio questo mestiere e anche le mie fasi sono state alterne. È evidente che quando la critica si è accorta di me, mi ha fatto piacere. Ma poi le situazioni cambiano. E quindi capisco il senso di quello che vuole dire Marchesi. Credo che sia anche preoccupato per la cucina italiana: cioè, se deve continuare ad essere solo in
base al giudizio delle Guide».
«Quella di Gualtiero è una posizione personale - conclude Pierangelini - e non ho il diritto di commentarla oltre».

GUIDE: MARCHESI; BONILLI, MI COLPISCE E MI IMBARAZZA (ANSA) - ROMA, 16 GIU - «Mi colpisce e mi imbarazza». Stefano Bonilli gran patron del 'Gambero rosso' una delle Guide più rinomate, commenta così l'intenzione di Gualtiero Marchesi di voler
rinunciare alle stelle delle Guide gastronomiche.
«Conosco Marchesi da 35 anni e lo considero un grandissimo chef, ma la sua intenzione mi rattrista. Penso che in certi momenti occorra avere la grandezza di sapersi ritirare. Il suo - conclude Bonilli - è un gesto inutile». (ANSA).

VIZZARI, RICHIESTA IRRICEVIBILE -(ANSA) - ROMA, 16 GIU - «Una richiesta irricevibile la sua». Così Enzo Vizzari curatore della Guida dell'Espresso commenta l'annuncio di Gualtiero Marchesi di voler rinunciare ad ogni tipo di stelle assegnate dalle guide, come spiegherà più dettagliatamente domani in una conferenza stampa.
«Marchesi sa benissimo che nel momento in cui un ristoratore lavora con il suo nome nei suoi esercizi, si confronta con il pubblico. E le Guide - spiega - lavorano per il pubblico e quindi hanno il dovere di dare giudizi positivi o negativi».
«Siamo giornalisti ed esercitiamo il diritto di cronaca - aggiunge ancora - e quindi non abbiamo bisogno nè del permesso nè di alcuna autorizzazione. Ho il massimo rispetto per Marchesi, ma la sua decisione la respingo al mittente».
«Eppoi - si chiede Vizzari - perchè questa sua decisione proprio oggi? È stato il primo a chef italiano ad avere la Stella della Michelin, allora andava bene?».
(ANSA).

RISTORAZIONE: GUALTIERO MARCHESI, BASTA ALLE STELLETTE (ANSA) - MILANO, 16 GIU - Gualtiero Marchesi, uno dei più rinomati chef internazionali, pare non volerne più sapere delle varie stellette appuntate sulla sua cucina dalle celebri guide gastronomiche.
Con un gesto clamoroso domani, nel corso di una conferenza presso il circolo della Stampa di Milano, spiegherà le ragioni del suo rifiuto.
Un divorzio clamoroso quello del re degli chef, milanese doc, classe 1930, da quel sistema premiale che ogni anno fa la fortuna o la disgrazia di tanti ristoratori in Italia e nel mondo.
Proprio lui, Marchesi, che primo in Italia nel 1985 ricevette le tre stelle, il massimo riconoscimento, della guida francese Michelin dopo avere guadagnato la prima stella nel 1977 appena rientrato in Italia dai successi di Parigi, Digione e Roanne, e la seconda stella l'anno successivo.
Ma ora il Maestro di tanti chef stellati, il metro della cucina italiana, il rettore dell'università della cucina di Parma, Alma, dice: giudicatemi ma non datemi più voti.
Qualcuno ricorda che in occasione della sua ultima iniziativa poco più di un mese fa, il ristorante alla Scala «Il Marchesino», a chi gli chiedeva: «Punti alla stella»? lui rispondeva: «No, punto a far felici i miei clienti».
(ANSA).

"Occorre capirli..."

GUIDE: MARCHESI,MIEI PIATTI COME MUSICA OCCORRE CAPIRLI/ANSA
CHEF, NON VOGLIO PIÙ STELLE.
REPLICA MICHELIN, È NOSTRO LAVORO (ANSA) - MILANO, 17 GIU - Ci vuole il palato assoluto, lo chiama così, per giudicare una creazione culinaria. Così come per la musica ci vuole l'orecchio assoluto. «I miei piatti sono come una composizione, bisogna capire cosa c'è dietro, la loro storia - ha detto oggi Gualtiero Marchesi - Io ho un passato da difendere e i giudizi invece vengono troppo spesso basati sui gusti personali e poco sulla capacità di cogliere tutte le sfumature».
Se Eduardo De Filippo diceva che gli esami non finiscono mai, per il grande chef Gualtiero Marchesi, la stagione delle pagelle è definitivamente chiusa. D'ora in poi infatti non accetterà più voti, punteggi, stellette per le sue creazioni culinarie.
Se le guide vorranno ancora citarlo dovranno accontentarsi di un commento generico. «Altrimenti - ha detto lo chef, 78 anni - correrò il rischio di scomparire dall' elenco».
L'annuncio di Marchesi, grande cuoco di livello internazionale, una serie infinita alle spalle di premi e riconoscimenti, ha avuto il sapore di un piatto insolitamente piccante. Alla conferenza stampa convocata ieri per stamattina al Circolo della Stampa, era presente anche Gian Paolo Galloni il direttore per la comunicazione della guida Michelin. Durante l'incontro non ha accettato l'invito di Marchesi
e della sua pr a prendere la parola, ma poi rincorso dai giornalisti è quasi sbottato. «Forse Marchesi dovrebbe ricordare che è anche grazie a noi se è diventato quello chef famoso che è», ha detto, riferendosì a quelle tre stelle concesse al ristoratore dalla guida nel 1985, le prime in assoluto date in Italia.
«Comunque è una decisione che rispettiamo - ha aggiunto subito - Ma deve anche ricordare che il nostro lavoro, il nostro compito è quello di dare dei voti, dei punteggi, perchè è quello che i lettori vogliono da noi, non certo l'indirizzo o la semplice descrizione dellocale, indicazioni che possono trovare ovunque».
La Michelin, e probabilmente tutte le altre guide del settore, dovranno ora trovare una soluzione alla richiesta di Marchesi. 'Una citazione senza stelle?- ha risposto Galloni - Mi pare improbabile' . Ma nel frattempo per il tenace e ostinato chef, che creò piatti come il riso e oro o l'insalata di spaghetti alle vongole crude, la preoccupazione maggiore è non aver ancora completato il menù ideale per il
Marchesino, ristorante da poco aperto a Milano. »La cucina non è solo sapori, ma tempo e memoria - ha detto ancora - Io per un pò ho inseguito le novità, ma poi ho capito che non era la mia strada«. E quando ha visto, racconta, in tv, grandi cuochi mescolare insieme olio e burro nella stessa padella, ha capito che la cultura gastronomica ha toccato un livello davvero scarso. "Allora mi sono detto
perchè continuare a sbattere la testa contro il muro - ha aggiunto - Alla mia età posso fare quello che voglio".(ANSA).

Pranzo anti biscotto...

EURO 2008:CHEF'3 STELLe' OFFRE A OLANDA PRANZO ANTI-BISCOTTO (ANSA) - RUBANO (PADOVA) - Una vittoria sulla Romania stasera garantirebbe in premio all'Olanda di Van Basten anche un pranzo 'anti-biscotto' offerto da «Le Calandre» di Padova, un 3 stelle
Michelin. L'idea l'hanno lanciata oggi gli stessi titolari del locale, i fratelli Massimiliano e Raffaele Alajmo, per scongiurare il pericolo di un'eventuale eliminazione della nazionale azzurra.
«Se l'Olanda ottiene la vittoria - hanno detto i due fratelli Alajmo -, avremo il piacere di ospitare tutti gli atleti della squadra per un pranzo, durante il quale serviremo un menù con tutti i piatti classici del nostro ristorante, incluso il risotto allo zafferano con polvere di liquirizia, in perfetta sintonia cromatica con il colore della squadra olandese». «Abbineremo poi a ogni portata - aggiungono - un grande vino italiano. Se poi vincerà anche l'Italia, l'abbinamento sarà solo con lo champagne».
(ANSA).

BRAVO FERRAN


SPAGNA: GUERRA TRA CHEF, FERRAN ADRIÀ DIFENDE SUA CUCINA (ANSA) - MADRID 16 GIU - Nuova puntata nella cosiddetta 'guerra degli chef' iberici. Il cuoco catalano Ferran Adrià ha rilasciato oggi un'intervista al quotidiano 'El Mundò per difendersi dalle accuse rivoltegli il mese scorso dal collega Santi Santamaria, che lo aveva accusato di essere «uno stregone interessato solo ai soldi».
Ferran Adrià è tra i più famosi chef del mondo ed è tra i massimi promotori della cucina molecolare, che unisce l'arte culinaria a discipline accademiche quali la fisica, la chimica e la biologia.
«L'attacco mi ha amareggiato molto - ha detto Adrià - , mi ha fatto pensare in un modo diverso da come facevo prima. Tuttavia deciderò meglio nei prossimi mesi come reagire». Lo chef catalano ha poi aggiunto: «non dirò neanche una parola contro
Santamaria. Credo semplicemente che ognuno deve avere la propria libertà».
Al giornalista che gli chiede come vuole essere ricordato, se come cuoco, artista o intellettuale, Adrià risponde «spero come un cuoco. È favoloso fare il cuoco, anche se la cucina è una disciplina molto trasversale, perchè interessa la salute, l'ozio, la cultura, l'economia».
Adrià, che il primo luglio sarà insignito della laurea honoris causa in Scienze Umanistiche all'Università di Aberdeen in Scozia, ha inoltre espresso un sogno: «vorrei che la cucina diventasse una materia di studio nei licei e nelle università». (ANSA).

lunedì 9 giugno 2008

VIDEOCUCINANDO

VIDEOGIOCHI: 250 RICETTE E CUOCO VIRTUALE PER GUIDA IN CUCINA (ANSA) - ROMA, 29 MAG - Oltre ai consueti libri di ricette, chi ha poco tempo da passare fra i fornelli ma anche gli aspiranti gourmet possono mettersi alla prova con La guida in cucina: Che si mangia oggi?, nuovo videogioco per Nintendo Ds, in cui le tecniche per preparare e cucinare in modo semplice oltre 250 piatti della cucina internazionale sono spiegate e illustrate passo passo da un cuoco virtuale.
Il videogame, disponibile dal 20 giugno, è stato presentato oggi a Milano, con lo chef Simone Rugiati, che ha preparato una delle svariate ricette del gioco, guidato dal suo collega 'virtuale'. Sono programmate risposte e consigli in tempo reale, per tutte le fasi della realizzazione di un piatto: dalla scelta del prodotto, alla sua preparazione, fino ai tempi, alle modalità di cottura e alla presentazione del piatto finito. Per Sandro Benedettini, Direttore Marketing di Nintendo Italia «la Guida in Cucina è un prodotto facile da usare ma molto innovativo; pensato per soddisfare un vasto target di pubblico: dai principianti a coloro che hanno poco tempo per cucinare, fino a chi ama mettersi alla prova tra i fornelli».(ANSA).

Y64 29-MAG-08 18:16 NNN

Il gusto di San Patrignano

GASTRONOMIA: A SAN PATRIGNANO RITORNA LA FIERA 'SQUISITO'(ANSA) - RIMINI, 30 MAG - Prodotti enogastronomici, etichette pregiate, degustazioni, lezioni con chef stellati, convegni e l' area 'goodfood' con le coltivazioni in alternativa alla droga sono protagonisti di 'Squisito', manifestazione inaugurata a San Patrignano e dedicata all'enogastronomia.
«San Patrignano - ha detto Andrea Muccioli, responsabile della comunità - luogo di rieducazione e di recupero per i ragazzi non è un posto isolato, ma un luogo che dialoga col mondo. E 'Squisitò è un'occasione importante per raccontare questa realtà e l'impegno dei ragazzi tutti direttamente coinvolti nella organizzazione di questo evento. 'Squisito' permette ad esperti del gusto e della gastronomia di
confrontarsi con i ragazzi che stanno diventando professionisti nei vari comparti agroalimentari».
All'inaugurazione anche l'assessore all'agricoltura della Regione Emilia-Romagna, Tiberio Rabboni. «Siamo i campioni in diversi ambiti - ha detto - dalla Ferrari alla Ducati, dal parmigiano al prosciutto, questo è il motivo per cui collaboriamo con San Patrignano, uno dei templi agroalimentari di alto livello. San Patrignano è un luogo noto per i suoi valori universali, riconosciuti in tutto il mondo».
Fino al 2 giugno, per gli appassionati del buon cibo saranno giorni all'insegna di cibi, di consigli da ogni parte del mondo, di spettacoli
teatrali, di pranzi 'en plein air', di incontri alla riscoperta di tecniche e saperi. A cucinare insieme ai grandi nomi, nell'olimpo degli chef, ci saranno gli ospiti della comunità. (ANSA).

Panino sì, ma d'autore

ALIMENTARE: TUTTI MANGIAMO PANINI, ORA ANCHE D'AUTORE /ANSA CINQUE CHEF CONIUGANO IL CIBO PIÙ VELOCE CON L'ALTA QUALITÀ (di Alfonso Neri) (ANSA) - MILANO, 4 GIU - Verticale croccante di culatello, In viaggio con pane e prosciutto,
Altrochebacon è pancetta, D'O di prosciutto cotto italiano, Maritozzo alla coppa. E cosa sono?
'Semplici' panini, firmati da cinque giovani e famosi chef italiani per rivisitare quello che fino a oggi è sempre stato solo un cibo veloce e, soprattutto, economico.
Quello che è in primo luogo «un gioco» è stato voluto dalla Negroni, storico marchio dei salumi italiani da poco rilevato dal gruppo Veronesi, che ha chiamato alcuni dei giovani cuochi italiani più affermati a proporre il loro «panino d'autore». Anche per nobilitare quel pane variamente imbottito che è sempre stato vissuto come un necessario ripiego.
Ecco allora Il viaggio di Bruno Barbieri, «nato in ricordo di un periodo passato nella valle libanese del Baalbek: lì - spiega lo chef della Villa del Quar di San Pietro in Cariano (Verona) - ci offrivano panini con battuto di melanzane, formaggio fatto con lo yogurt e le erbe secche del Mediterraneo, mentre noi aggiungevamo qualche fetta di prosciutto proveniente delle scorte custodite negli zaini».
Oppure c'è l'Altrochebacon di Marco Bistarelli de Il Postale di Città di Castello (Perugia), «che deriva dagli ingredienti della tradizione anglosassone rivisitati con un classico della salumeria italiana, la pancetta di Zibello, e nobilitati da ingredienti del territorio, quali la borragine, le erbe aromatiche e il cippollotto», conclude il cuoco umbro.
Più creativa la proposta di Moreno Cedroni, che nelle Marche ha fondato un piccolo 'impero' non lontano dalle suggestioni del catalano Ferran Adrià: il suo Verticale croccante di culatello prevede - pregiato salume a parte - due diversi tipi di pane, maionese, mousse di parmigiano, riduzione di aceto balsamico e un'aggiunta di «ficoide glaciale», in parole povere una foglia della famiglia del
ficus ghiacciata. Davide Oldani, del D'O di Cornaredo (Milano), ritorna all'accostamento tra uovo e maiale cotto, con la 'frittata' che contiene i 3/4 di albume rispetto al tuorlo «al posto di salse tropo dense e grasse», dice lo chef durante la presentazione milanese dell'iniziativa. Ma non è finita qui: bisogna prevedere anche fette «sottilissime» di barbabietola, chutney di frutta e «spinaci sbianchiti».
Conclude il Maritozzo con la coppa di Salvatore Tassa.«Nasce da un ricordo degli anni passati quando dalle mie parti - spiega lo chef di Colline ciociare ad Acuto (Frosinone) - nei pranzi dei giorni di festa si offriva un antipasto che comprendeva una fetta di coppa, un'acciuga, olive e pane» che, con un omaggio alla
tradizione romana, viene lavorato come un maritozzo, in questo caso salato. Canditi di arancia tagliati a julienne competano la ricetta che, come gli altri 'panini d'autore', assai difficilmente si troverà nel ristorante del suo creatore. Nè ovviamente, per ragioni di prezzo e preparazione, nei bar sotto casa.
Ma potranno essere di stimolo a non deglutire il solito toast o sandwich, visto che sei italiani su dieci mangiano panini almeno una volta alla settimana e il 25% un giorno sì e uno no, spesso anche a cena, come afferma una ricerca della Doxa commissionata per l'occasione dalla Negroni, marchio che l'anno scorso ha registrato un fatturato di 305 milioni di euro (+6% rispetto al 2006). «Perchè quando il pane è a cinque stelle e il companatico non è da meno - conclude Marco Bolasco, curatore della guida 'I ristoranti d'Italia' del Gambero rosso - il panino non lo si mangia, lo si gusta». Magari con un pò di tempo a disposizione, anche per prepararlo. (ANSA)

ALIMENTARE: ITALIANI MANGIATORI DI PANINI, ANCHE A CENA (ANSA) - MILANO, 4 GIU - Sei italiani su dieci mangiano panini almeno una volta alla settimana, il 25% a giorni alterni. Lo afferma una ricerca della Doxa, che contiene una piccola sorpresa: i maggiori consumatori abituali del cibo più veloce sono al Sud (38%), seguiti dagli abitanti del Nord Ovest (26%), dal Centro (19%) e dal Nord Est (17%).
Secondo l'indagine, commissionata dalla Negroni che ha affidato a cinque giovani chef italiani di fama internazionale la creazione di un 'panino d'autore', un italiano su dieci mangia panini, toast o sandwich sei giorni alla settimana. A scegliere le due fette di pane con imbottiture varie sono soprattutto gli impiegati (uno su quattro tra i consumatori abituali), i pensionati (16%), gli operai (15%) e gli studenti (14%). Dalla ricerca emergono anche due curiosità: non è vero che gli amanti del panino sono soprattutto i single (il 56% dei consumatori abituali è sposato) e non si mangiano solo durante la pausa di lavoro. Il 29% di chi consuma spesso panini lo fa infatti a cena o come spuntino prima di andare a dormire.
(ANSA).

Food for Life

ALIMENTARE: SFIDA DEL GUSTO GRANDI CHEF PER PROGETTO AFRICA (ANSA) - ROMA, 6 GIU - Dopo il vertice Fao, Roma ospita un nuovo appuntamento che guarda all'Africa con l'impegno del mondo 'Food & Wine for Life' nel promuovere una cena solidale.
L'incasso verrà devoluto ai due progetti di solidarietà e raccolta fondi per Dream, il programma di lotta contro l'Aids che la Comunità di
Sant'Egidio promuove dal 2002. Si terrà il 12 la sfida ai fornelli tra due grandi firme della ristorazione - il cuoco siciliano Filippo La Mantia
e lo chef laziale Adriano Baldassarre - che esalteranno cinque prodotti della propria regione creando un percorso in più portate.
Si giocherà dunque tra Lazio e Sicilia la prima sfida del gusto e della solidarietà, lungo un itinerario gastronomico doppio, con una
giuria di esperti e l'insindacabile giudizio del pubblico a decretare i piatti vincenti. L'iniziativa, promossa dalla Comunità di Sant'Egidio,
insieme ad Arsial, Coldiretti, Palatium e Fondazione Campagna Amica, sarà un'occasione per scoprire, facendo del bene, la carica
aromatica di 13 vini, nonchè tipicità come il cous cous al miele di zibibbo e i cannelloni di pecorino romano e salvia fritta.(ANSA).

CUCINA CONCETTUALE

SALUTE: ARRIVA LA CUCINA 'CONCETTUALE' TRA GUSTO E BENESSERE (ANSA) - ROMA, 7 GIU - Scienza e grastronomia per non rinunciare al gusto e guadagnare in salute. Questo l'obiettivo del progetto 'Arte e salute in cucinà, un ciclo di lezione di cucina e
nutrizione organizzate dal Ipsar Safi, una scuola di formazione per chef in collaborazione con il progetto del ministero dell'Istruzione «Guadagnare salute».
Il metodo che viene insegnato a operatori della ristorazione, operatori sanitari ma anche famiglie e ragazzi si basa sul concetto del Mental Kooking, ovvero cucinare a colpo d'occhio. Si tratta di scomporre una ricetta in mappe concettuali per facilitarne la memorizzazione.
«Deve essere prestata attenzione anche alla presentazione del piatto - ha detto Chiaramanzi dietista e coordinatrice del progetto - che se ben preparato si ricorderà meglio e influirà sul senso di sazietà, perchè l'alimentazione sana non dipende soltanto dagli ingredienti ma anche dal modo in cui vengono preparato i piatti».
Gli ingredienti da privilegiare «sono quelli della dieta Mediterranea - ha aggiunto lo chef Agostino Petrosino - che miscelati e trasformati possono dare vita a piatti sani e gustosi, facendo attenzione alla stagionalità dei prodotti».
Per la stagione estiva lo chef consiglia insalata di riso con frutta, insalata di polpo e patate, insalate di farfalle Gamberi e Yogurt, peperoni alla romana e insalata di soia e puntarelle.
Tra i consigli c'è anche quello di utilizzare il sale grosso e, per condire, spezie oppure succo di arancia e limone per non aumentare l'apporto di grassi con l'olio. I corsi finora realizzati hanno convinto l'88% dei partecipanti a cambiare abitudini alimentari, usare olio al posto del burro, cucinare con meno grassi in padelle antiaderenti e fare attenzione alle etichette. (ANSA).

Se manca il pesce...

PESCA: CHEF PIERANGELINI, MANCA IL PESCE? CAMBIEREMO I MENÙ (ANSA) - SAN VINCENZO (LIVORNO), 7 GIU - Per la sua delicata insalata di trigliette, Fulvio Pierangelini, uno degli chef più apprezzati in Italia, titolare del Gambero Rosso di San Vincenzo,
racconta di non avere per ora alcun problema nel reperire l'ingrediente base, nonostante lo sciopero dei pescatori contro il caro gasolio.
«C'è qualche piccola barca qui in zona che continua a fornirci il pesce - dice Pierangelini -. E se la protesta continuerà e cominceremo a non trovare il pesce, nessun problema, prepareremo menù a base di carne: il maialino, il piccione, piatti splendidi».
Lo chef livornese è tranquillissimo. «Sono un cuoco - dice - e so cucinare: il menù si cambia a seconda della disponibilità. Il pesce per ora lo abbiamo. Qualche preoccupazione potrei averla se questa situazione si creasse nel mese di agosto. Ma allora si vedrà, passeremo alla carne».
(ANSA).