diario di bordo del mio palato

lunedì 4 agosto 2008

Ottimo nelle insalate...


GB:CUOCO CONSIGLIA RICETTA CON PIANTA VELENOSA, POI SI SCUSA (ANSA) - LONDRA, 4 AGO - Un celebre cuoco britannico si è scusato oggi per aver suggerito l'utilizzo di una pianta velenosa in una ricetta. In un'intervista apparsa sul numero di agosto del mensile 'Healthy and Organic Living', Antony Worrall Thompson aveva affermato che il giusquiamo nero è «ottimo nelle insalate».
Il sito web della rivista ha diramato un urgente comunicato nel quale spiega che «il giusquiamo è una pianta molto velenosa e non può essere mangiato». Lo chef autore della gaffe, famoso nella tv britannica per una trasmissione di cucina, ha detto alla Bbc di essere «imbarazzato per l'errore».
Lo hyoscyamus niger, comunemente chiamato giusquiamo nero, è caratterizzato da foglie seghettate e appiccicose e da fiori gialli a forma di imbuto. Può causare allucinazioni, sonnolenza e perdita dell'orientamento negli esseri umani. L'ingerirne grosse quantità può portare allo svenimento e, in casi estremi, alla morte.


I58-NS 04-AGO-08 16:45 NNN

Meglio il rubinetto...

ALIMENTARE: RISTORANTI USA TORNANO ALL'ACQUA DEL RUBINETTO DAL CIBO ALL'ACQUA GLI AMERICANI RISCOPRONO IL MADE IN USA (ANSA) - NEW YORK, 30 LUG - Dopo il «mangiare locale» arriva il «bere locale». Dalla California a New York la nuova tendenza in fatto di ristorazione è di portare in tavola l'acqua del rubinetto dichiarando guerra alle importazioni di acqua in bottiglia.
San Pellegrino, Evian, Perrier addio: locali famosi come Il Buco, Gemma, Del Posto che hanno fatto un patto tra loro di servire agli avventori acqua dell'acquedotto, sono stati nominati dalle guide cittadine 'water conscious', cioè sensibili al tema dell'acqua.
L'iniziativa fa seguito a quella, originata in California, del mangiare locale: è da qualche tempo, infatti, che i ristoratori americani hanno preso la decisione di servire più spesso cibi prodotti in zona e non fatti arrivare per camion da remote aree degli Stati Uniti o importati dall'estero. Tutto ciò per diminuire i prezzi di trasporto, resi insostenibili dal caro petrolio, e per rallentare l'impatto che l'import alimentare ha sull'ambiente.
La campagna dell'acqua è stata lanciata qualche mese fa dall'organizzazione per i diritti dei consumatori 'Food and Water Watch', preoccupata per le conseguenze dei continui rialzi dei prezzi sulle tasche dei cittadini. Inizialmente sono stati i governi locali a accoglierne le tematiche con la Conferenza dei Sindaci americani che ha di recente approvato una risoluzione in cui invita le amministrazioni municipali a mandare in pensione l'acqua imbottigliata negli edifici pubblici.
Ma hanno aderito subito anche ristoranti di lusso della California come il leggendario Chez Panisse della chef Alice Waters a Berkeley, Incanto a San Francisco, città porta bandiera del 'mangiare e bere localè, e Poggio a Sausalito. New York ha seguito a ruota.
La questione dell'acqua locale è solo l'ultimo capitolo della guerra che da anni si combatte tra l'industria dell'acqua in bottiglia e gli ambientalisti, i quali puntano il dito sull'impatto che l'imbottigliamento provoca sull'ambiente. E se i verdi cantano vittoria anche i consumatori ricaveranno qualche vantaggio: l'iniziativa dell'acqua «locale» metterà un freno ai prezzi, spesso esagerati, con cui veniva portata in tavola l'acqua in bottiglia.(ANSA).