
PREZZI: È CARO-BRIOCHE, I BAR NEL MIRINO DEL GARANTE/ANSA PARTE TAVOLO CONFRONTO;ESERCENTI, COLPA DI MATERIE PRIME E TASSE (ANSA) - ROMA, 3 OTT - Anche i bar finiscono nel mirino del garante dei prezzi. Dalla pizza al taglio al
tramezzino, dall'analcolico alla brioche, passando per il gelato, la musica sembra essere sempre la stessa: prezzi superiori alla media dell'inflazione. In altre parole: rincari dei prezzi superiori al tasso dei prezzi al consumo, maggiori del già alto livello del carovita. Per questo Mister Prezzi ha deciso di fare chiarezza e ha avviato un tavolo con le associazioni di settore, che da un lato si dicono pronte a fare la loro parte, dall'altro puntano il dito contro i rialzi delle materie prime e le tasse che si sono scaricati sugli esercenti.
I numeri diffusi oggi dal Garante, Antonio Lirosi, sulla base delle elaborazioni dell'Osservatorio dei prezzi del ministero dello Sviluppo economico, parlano chiaro. In base alle rilevazioni Istat, l'inflazione si è attestata al 4,1% ad agosto e al 3,8% a settembre. Nello specifico, la categoria 'consumazioni al bar' ha registrato il mese scorso un aumento del 3,9% rispetto al settembre 2007, un rialzo,
quindi, in linea con il tasso generale di inflazione in Italia. Ma al suo interno questa voce presenta, per alcuni prodotti, variazioni dei prezzi che risultano «significativamente e sistematicamente superiori al tasso generale di inflazione». Saltano all'occhio la pizza al taglio, che vede aumenti del 5,1% su base annua, la pasta lievitata (+5%), il comparto delle bevande analcoliche (+4,7%), i tramezzini (+4,7%) e i gelati tanto artigianali che confezionati (entrambi +4,6%).
Ma la lista dei rincari non finisce qui. Nel tavolo convocato oggi con i rappresentanti di settore - che ha riunito al ministero Fipe-Confcommercio, Fiepet-Confesercenti, Confartigianato, Cna Alimentare, Casartigiani e Claai - il Garante ha richiamato su un altro aspetto: alcuni prodotti non 'lavoratì, come la bottiglietta di acqua minerale, le bevande analcoliche, i succhi di frutta, hanno registrato
rincari significativi nel periodo estivo, sia negli esercizi che nei distributori automatici, portando così i prezzi della consumazione al banco o della vendita per asporto su livelli «apparentemente non giustificati dagli andamenti del mercato».
Il segnale arrivato dalle organizzazioni degli esercenti è di collaborazione, con l'impegno ad adoperarsi per un taglio dei listini. La Fipe avanza addirittura la proposta di bloccare i prezzi e annuncia una campagna che sarà lanciata a metà mese.
Ma dalle categorie arriva anche un'autodifesa. I prezzi di determinati prodotti da bar «risentono principalmente del forte balzo nei mesi passati del prezzo del grano e degli oneri crescenti, dalle tasse locali, agli affitti, dai costi degli alimentari a quelli delle concessioni», sottolinea Tullio Galli, direttore della Fiepet-Confesercenti. Contro questi «costi fissi» interviene anche il direttore generale di Fipe, Edi Sommariva, certo che lì vada cercata la chiave dei rincari subiti dai prodotti sotto accusa. (ANSA).
Nessun commento:
Posta un commento