

VUOTI TAVOLINI HEMINGWAY E CALLAS, IN CRISI HARRY'S BAR/ANSA CALO INCASSI 40%, CIPRIANI PROPONE STIPENDI E ORARIO RIDOTTI (di Michele Galvan) (ANSA) - VENEZIA, 4 FEB - La crisi non fa sconti e anche locali entrati nel mito, come l'Harry's Bar di Venezia, devono tirare la cinghia. Succede così che di fronte al calo degli incassi - il 40% in meno nel 2008, e un gennaio 2009 molto difficile - il patron Arrigo Cipriani ha proposto ai 75 dipendenti del più noto ristorante di Venezia una busta paga più leggera a fronte di una riduzione dell'orario di lavoro.
Una soluzione in linea con quanto Cipriani ha già fatto nei locali di New York e di Londra. «A Londra abbiamo tagliato in un giorno gli stipendi del 10% e nessuno ha detto nulla - spiega Cipriani - e lo stesso abbiamo fatto anche in alcuni locali di New York. Solo in Italia ci vogliono sei mesi per avviare una trattativa».
All'ora di pranzo nello storico locale in Calle Vallaresso, a due passi da Piazza San Marco, tra una portata e l'altra non c'è molto tempo per affrontare il problema. Ma la questione è sul 'tavolo' e la prossima settimana è in programma l'incontro fra Cipriani e i sindacati «Sì, la trattativa c'è - confermano le maestranze - ma non è in dirittura d'arrivo».
«Bisogna arrivare a una riduzione dello stipendio - aggiunge Cipriani - con una riduzione dell'orario di lavoro, altrimenti non sappiamo come uscirne». I sindacati temono invece lo spettro dei licenziamenti. Ma il patron dell'Harry's è categorico: «ho sempre detto che non voglio perdere alcun posto di lavoro».
L'Harry's Bar è uno dei locali più celebrati al mondo. Vuoi perchè qui, in 80 anni di storia, sono passati personaggi come Ernest Hemingway, Truman Capote, Orson Welles, Aristotele Onassis e Maria Callas. Vuoi perchè - si dice - sedendosi nei suoi piccoli tavoli rotondi, affacciati sulla laguna, è possibile «veder passare il mondo». Dal 2001 il ristorante fondato da Giuseppe Cipriani è addirittura vincolato dal Ministero dei Beni culturali come «monumento vivente».
Arrigo Cipriani è un imprenditore attento, e la crisi l'aveva «fiutata» fin dall'inizio. Nell'aprile 2008, con il dollaro sempre più debole per la voragine dei mutui subprime, il titolare dell'Harry's aveva annunciato lo sconto del 20% agli ospiti americani, pubblicizzando l'iniziativa con tanto di cartello all'ingresso. Nel giugno scorso, con il riaffacciarsi del rischio inflazione, il blasonato locale non aveva provato imbarazzo nell'informare che tagliava il prezzo dei menù del 10%. Ora, con la crisi mondiale e l'emorragia di turisti a Venezia, anche l'Harry's bar tenta di correre ai ripari, scendendo a trattative con camerieri, chef e barman. (ANSA).
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