MADE IN ITALY: USA; VINO TESTIMONIAL TRA FILM E MUSICAL/ANSA CRESCE FEBBRE DI BACCO NEGLI STATES, EXPORT DA RECORD (ANSA) - ROMA, 26 GEN - Mentre dalle pagine del 'New York Times' esce un'immagine strapazzata e scoraggiante dell'Italia, c'è un prodotto che sta risollevando gli animi tricolori in terra americana: si tratta del vino, bene sempre più apprezzato e ricercato sulle tavole statunitensi. Tanto apprezzato che, secondo le previsioni, il 2007 potrebbe segnare un anno record per l'export con una cifra superiore a 1,2 miliardi di dollari, nonostante la debolezza della divisa americana. La quota di mercato dei vini italiani negli Usa supera infatti il 30% ed è destinata a crescere grazie al traino degli spumanti (+16% su base annua). E allora anche se il prestigioso quotidiano newyorkese ha definito l'Italia 'depressà, qualche giorno dopo l'ha ritirata su di umore grazie a un bel bicchiere di Barolo, incoronato dal critico Eric Asimov «vino più sexy». La febbre del vino sembra essere contagiosa; e per sentire la nuova passione degli americani basta inoltrarsi per le strade della Grande Mela. Tra i punti di riferimento per gli appassionati c'è, sulla 16/a strada, l'Italian Wine Merchant del napoletano Sergio Esposito (definito dal New York Times il 'mercante del vinò), vero e proprio tempio dell'enologia con oltre 100.000 bottiglie in mostra e prodotti tipici in degustazione. Tra gli altri locali, l'Accademia di Vino, sulla Terza Avenue, con una elegante cantina nel piano interrato e un'ampia selezione di vini italiani e internazionali. Ma non basta: il vino esce dai suoi confini tradizionali e invade il regno del cinema (dopo il successo di 'Sideways' e di 'Una splendida annatà, nel 2008 uscirà 'Bottle Shock', film incentrato sulla vera storia di un'azienda agricola californiana negli anni '70). Non manca poi il regno del musical: a dicembre Broadway ha ospitato 'Wine Lovers', un musical scritto dall'esperto di vino
Michael Green. La trama è piuttosto semplice: una love story nata durante un corso di apprendimento sul vino, con la particolarità che il corso dal palcoscenico si sposta alla platea, dove il pubblico è invitato a degustare vini, in una speciale lezione enologica. La fantasia non scarseggia: a dimostrare l'impegno con cui gli americani si stanno lanciando in questa nuova passione c'è anche la
mostra (terminata il 12 gennaio), ospitata dall'Austrian Cultural Forum New York, sul rapporto fra vino e architettura. Da Frank Gehry a Steven Holl, da Herzog a Renzo Piano, i più grandi architetti hanno realizzato strutture particolari a simboleggiare che 'Wine is not alchool, wine is culture'
Un connubio, quello tra vino e arte, suggellato lo scorso febbraio da Sotheby's che ha ospitato l'esposizione di 60 quadri commissionati per illustrare le etichette di vini antichi. Infine, sul fronte marketing, da segnalare il lancio dell'etichetta 'Wine that Loves'. Si tratta di bottiglie sulle quali viene indicato il piatto con cui devono essere abbinate (ad esempio 'Wine that Loves Pizza' - il vino che vuole la pizza), secondo la filosofia aziendale «il cibo è fantastico; con il giusto vino è ancora meglio». E, sulla spinta di tanto successo, sarà proprio il giusto vino ad aprire le danze della 22/a edizione dell'Italian Wine and Food Gala,
la più importante celebrazione dell' enogastronomia italiana negli Usa, in programma a New York il prossimo 21 febbraio. (ANSA).
diario di bordo del mio palato
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento