diario di bordo del mio palato

martedì 30 settembre 2008

Tra l'oleandro e il baobab...


DAKAR (Reuters) - I suoi frutti hanno un sapore aspro e piccante, sono molto nutrienti e si racconta che vi si nasconda l'anima dei vecchi capi tribù.

Si tratta del baobab, simbolo per eccellenza della vegetazione africana, che presto potrebbe finire sulla nostra tavola: le aziende europee potranno infatti presto utilizzare la polpa dei suoi frutti come aromatizzante nelle barrette di cereali o nelle bevande, dopo l'ok accordato della Commissione Europea.

Gli esperti sperano che della decisione -- che risale a luglio -- possano beneficiare anche milioni di africani indigenti.

Secondo un rapporto del Natural Resources Institute del 2007, solo nell'Africa meridionale la raccolta del baobab potrebbe fruttare più di un miliardo all'anno in fatturato, e dare lavoro a 2,5 milioni di famiglie.

"Il potenziale è enorme", spiega la dottoressa Lucy Welford, marketing manager di PhytoTrade Africa, un'organizzazione commerciale che si batte per l'utilizzo sostenibile dei prodotti naturali africani. "Siamo abbastanza fiduciosi che porterà vantaggi significativi per i produttori rurali".

Ma già prima del via libera dell'Ue qualcuno si era accorto del valore del baobab.

E' il caso ad esempio di una compagnia italiana, la Baobab Fruit Company Senegal, che da diversi anni produce una serie di prodotti ricavati dai baobab del Senegal -- compresa la polpa dei frutti, i semi e l'olio -- e li commercializza in Europa sotto forma di integratori alimentari e cosmetici.

lunedì 1 settembre 2008

All over the world


MADE IN ITALY:BOOM PASTA E PIZZA,NEL MONDO 70.000 RISTORANTI Tre milioni di clienti al giorno, fatturato 30 mld dollari (ANSA) -
ROMA, 31 AGO - Trattorie, ristoranti e pizzerie tricolori all'estero sono arrivate a 72.000, con un giro d'affari di 30 miliardi di dollari.
All'estero, sottolinea la Fipe c'è lo stesso numero di ristoranti e quant'altro sparsi per la penisola. Ogni giorno nel mondo 500.000 persone
lavorano per 'sfamarè oltre 3 milioni di clienti.
Da una ristorazione di sussistenza, di necessità e un pò improvvisata, legata ai grandi flussi di emigrazione di inizio '900, si è passati
oggi a una cucina di alta qualità, caratterizzata da marchi prestigiosi, come il celebre Cipriani a New York. 'La ristorazione italiana nel
mondo - dice Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe - è una grande opportunità per il Paese fino da oggi fortemente sottovalutata. Quale
altro Paese al mondo, esclusa la Cina, ha la fortuna di avere una rete di ristoranti che ha oltre un miliardo di contatti l'anno, come la
nostra? In una fase economica drammatica come quella italiana non dovremmo sprecare qualsiasi opportunità di ripresa. Il modo di
alimentarsi, di condividere un evento - afferma - sono cose che la nostra grande tradizione eno- gastronomica, unita al nostro senso
dell'ospitalità, possono far diventare un patrimonio dell'intera umanita«. (ANSA).

Dalì, father & son


CINEMA: FIGLIO DALÌ, FILM SU MIO PADRE? SPERO IN ALMODOVAR (ANSA) - FIRENZE, 19 AGO - «Per un film su mio padre spero
in Pedro Almodovar. Alcuni giorni fa ci siamo incontrati e ne abbiamo parlato». Lo ha detto Josè Van Roy Dalì, figlio di Salvator Dalì.
«Negli ultimi mesi - ha aggiunto - ho sentito che Hollywood è intenzionata a fare un film su mio padre, ma credo che siano progetti che
non hanno molta fortuna. Spero invece in Almodovar: il suo cinema è forse l'ideale per raccontare quello che è stato mio padre».
Josè Van Roy sarà a Forte dei Marmi, in Versilia, questo fine settimana per partecipare, nell'insolita veste di chef, alla XVI edizione del
concorso internazionale di enogastronomia A tavola sulla spiaggia che vede come presidente di giuria Beppe Bigazzi. «Presenterò un
dolce ispirato alla forma di una cravatta - rivela Dalì -. Tra gli ingredienti forse userò la pasta di mandorle ma ci sto ancora lavorando». Sul
rapporto tra cucina e arte, Dalì non ha dubbi: «Tutto ciò che l'uomo fa con passione è un opera d'arte. Prendiamo la pizza napoletana, ad
esempio. È un vero e proprio capolavoro dell'ingegno. L'arte è insita in ogni attività umana. Se suscita un'emozione è già un buon inizio. E
davanti a una pizza fatta come si deve sfido chiunque a non provare emozioni». (ANSA).

PEGGIO CHE IN AFRICA...


GB: CHEF JAMIE OLIVER,QUI SI MANGIA PEGGIO CHE GHETTI AFRICA (ANSA) - LONDRA, 25 AGO - Negli slum sudafricani c'è una
dieta più varia che nelle città inglesi. Parola di Jamie Oliver, celebre chef britannico divenuto famoso per i suoi programmi televisivi basati
sul mangiar sano.
«Eppure», ha detto Oliver con fidandosi al periodo francese 'Paris Match', «non è stato sempre così: un tempo, in Gran Bretagna, si
preparavano piatti favolosi. Abbiamo perso le nostre tradizioni». Ora, dice, i britannici preferirebbero ubriacarsi il fine settimana piuttosto
che sedersi intorno ad un tavolo e mangiare come Dio comanda.
«È vero per quanto riguarda Londra - ha spiegato Oliver - e le grandi città del nord. Ed è un fenomeno connesso a un nuovo tipo di
povertà. L'Inghilterra è infatti una delle nazioni più ricche al mondo: le persone in questione hanno enormi televisori al plasma - più grossi
del mio -, cellulari ultimo tipo, macchine, e poi vanno a sbronzarsi al pub durante i weekend. La loro povertà si mostra nel modo in cui
mangiano».
«Stando alla mia esperienza - ha chiosato - la gente che vive negli slum di Soweto ha una dieta più varia di tanti britannici». (ANSA).

UN BOLLO COL BOLLO...

MADE IN ITALY: L'AMATRICIANA SI AGGIUDICA UN FRANCOBOLLO (ANSA) - ROMA, 28 AGO - La corrispondenza diventerà più
gustosa da domani, quando Poste Italiane avvierà la distribuzione del francobollo dedicato alla Sagra degli Spaghetti all'Amatriciana,
emesso dalla Consulta filatelica e nell'ambito del Programma di valorizzazione del Made in Italy, per celebrare un piatto tipico della
gastronomia laziale e, attraverso questo prodotto d'eccellenza del territorio reatino, tutta la nostra cultura e la tradizione alimentare.
La Sagra è giunta quest'anno alla 42/ma edizione e nel suo passato recente ha raccolto la partecipazione di tanti ristoratori di
Amatrice e della capitale, fino a Heinz Beck, il numero 1 degli chef secondo le principali guide. Da Poste Italiane fanno sapere che «si
tratta di una sorta di monumento cartaceo all'Amatriciana che si tramanda di generazione in generazione e nel tempo acquista valore.
Così come le tradizioni si valorizzano nel tempo».
Negli anni passati la serie filatelica Made in Italy ha contemplato emissioni sul gelato artigianale Dop, il marmo di Carrara, e la
Lamborghini. Quest'anno il gusto è protagonista, con due piatti tipici che si sono imposti sulle tavole di tutto il mondo: lo zafferano
dell'Aquila, e appunto, gli Spaghetti all'Amatriciana.
Il francobollo dedicato alla popolare Sagra dedicata alla pietanza simbolo della cucina romana sarà presentato domani alle 10 al Polo
Agroalimentare di Amatrice. Nello spazio limitato della vignetta, il francobollo (che avrà un valore di 0,60 euro) fornisce l'elenco illustrato
degli ingredienti tipici della ricetta: spaghetti, guanciale, olio, vino bianco, pomodori, peperoncini e pecorino; sullo sfondo è
rappresentata una veduta di Corso Umberto I della città di Amatrice (Rieti).
A commento dell'emissione verrà posto in vendita un bollettino illustrativo con un articolo del sindaco di Amatrice, Carlo Fedeli, e del
presidente della Pro-loco, Piergiuseppe Monteforte. Per lo speciale annullo postale i collezionisti potranno rivolgersi, da domani, al box
di Poste Italiane in Piazza Antonio Serva. (ANSA).

SLOW FOOD IN FRISCO

USA: SLOW FOOD A SAN FRANCISCO, UN VERO SUCCESSO / ANSA ANCHE ORTO DAVANTI A MUNICIPIO COME NEI TEMPI
DI GUERRA (ANSA) - NEW YORK, 30 AGO - Un successo senza precedenti, con 50 mila persone in tutto: San Francisco, in
California, la città più progressista degli Stati Uniti, sta festeggiando il mangiar sano e naturale in questo fine settimana del 'Labor Day',
che fino a martedì sancisce la fine dell'estate.
Ci sono anche lattuga, pomodori, fagiolini, erbette, fiori, in pieno centro. Un giardino organico è stato allestito per l'occasione al posto
del prato davanti al Municipio: anche così San Francisco dà il suo contributo alla Slow Food Nation, la manifestazione organizzata da
Slow Food, l'organizzazione fondata da Carlo Petrini nel 1986 a difesa dei prodotti alimentari locali, nel solco della tradizione e della
genuinità.
Per mostrare alla gente l'utilità delle iniziative Slow Food, il sindaco di San Francisco Gavin Newsom ha accettato di cambiare uno
dei panorami più istituzionali della città.
Così al posto del tradizionale prato della City Hall, il municipio cittadino, è germogliato un giardino organico, ora teatro di varie
dimostrazioni durante la tre giorni dello Slow Food Nation, in cui i visitatori hanno anche l'occasione di assaggiare i cibi promossi
dall'associazione.
Newsom ha dato personalmente il via all'iniziativa piantando cespi di lattuga assieme ad Alice Waters, la celebre chef di Chez
Panisse e l'iniziatrice del movimento per l'alimentazione biologica in America.
Il giardino è stato battezzato Victory Garden, in onore dei giardini di emergenza che venivano piantati negli Usa durante la seconda
guerra mondiale per compensare 'autarchicamentè la mancanza di viveri.
«Con il Victory Garden vogliamo fare un esempio concreto del futuro della produzione alimentare americana», ha detto Naomi
Starkman di Slow Food che ha eletto San Francisco come sede della manifestazione per l'attenzione di questa metropoli alle
tematiche dei cibi tradizionali.
«Con questa iniziativa - aveva aggiunto Gavin Newsom all' inaugurazione del giardino - prosegue la mia battaglia contro chi pensa che
questo tipo di manifestazioni sia solo uno dei tanti movimenti elitari e poco concreti della West Coast».
E, riferendosi all' inusuale giardino targato Slow Food, aveva aggiunto: «Questa è una delle aree più densamente popolate degli Stati
Uniti, è un paesaggio urbano, quindi è qui che noi piantiamo un giardino». (ANSA)