ITALIA-GB: PRANZO SLOWFOOD PER CARLO E CAMILLA A ROMA DEGUSTAZIONE BIO OFFERTA DA PRODUTTORI ITALIANI E BRITANNICI (ANSA) - ROMA, 27 APR - Ricevimento a base di cibi biologici offerti da produttori italiani e britannici a villa Wolkosnky, residenza dell'ambasciatore britannico a Roma, per Carlo di Inghilterra e la moglie Camilla in visita nella Capitale.
Un pranzo slow food (tra gli ospiti anche il fondatore Carlo Petrini) dal titolo «Feeding the planet: climate change and food security
lunch» («Nutrire il pianeta: cambiamenti climatici e sicurezza alimentare»).
Circa 200 gli invitati dell'ambasciatore Edward Chaplin che accolgono tra gli applausi la coppia reale proveniente dal Vaticano, lievemente in ritardo sulla fitta tabella di marcia.
Attento alle tematiche ambientali e produttore lui stesso di cibi biologici, l'erede al trono britannico si intrattiene - tra un assaggio di grana padano e una fettina di prosciutto crudo - con i produttori per chiedere se e quanto sia diffuso il biologico in Italia: «Stiamo cercando di educare i consumatori, ma ci vuole tempo», gli rispondono, tra un tocco di grana padano e una fettina di prosciutto
tagliato a mano. I flash dei fotografi si intensificano quando Carlo prende con le mani un pezzetto di manzo inglese crudo, proveniente dalla fattoria
che ha acquistato di recente nel Galles, e lo assaggia. Mentre a Camilla - dismesso l'austero abito nero dovuto all'udienza in Vaticano e indossato un vestito bianco con filo di perle al collo - al fianco della moglie dell'ambasciatore, Niki, viene offerto un assaggio di manzo alla pizzaiola.
Vario il menu: insalata di radicchio, mele e gorgonzola, lonza su letto d'insalatina, farro zucca e menta, quiche di carciofi e cicoria di campo, manzo al vapore con tartufo nero, pavlova con fragole e more. Ma anche prodotti tipici dell'agricoltura del Lazio: dal pecorino romano alla mozzarella di bufala conditi con olio di extra vergine di oliva. Il tutto donato da Coldiretti, Cia,
Confagricoltura, Gruppo italiano vino, Dovesfarm ed altre aziende italiane e britanniche, innaffiati da Frascati superiore, Valpolicella classico e Recioto di Soave.
Concluso l'evento (che vede tra gli invitati anche il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, il presidente dell'Ifad, il nigeriano Kanayo F. Nwanze, la leader dei Verdi Grazia Francescato), prossima tappa dopo Villa Wolkonski è la Casa di Augusto al Palatino. (ANSA).
diario di bordo del mio palato
lunedì 27 aprile 2009
mercoledì 22 aprile 2009
Torta e brindisi di compleanno per Rita

MONTALCINI: PREMIO NOBEL BRINDA AI 100 ANNI CON ASTI DOCG (ANSA) - ROMA, 22 APR - Il Premio Nobel Rita Levi Montalcini ha brindato al suo centesimo compleanno con una coppa di Asti Docg al convegno scientifico 'The Brain in Health and
Diseasè, organizzato dall'Ebri in Campidoglio, oggi, giorno del suo compleanno. Lo annuncia, in una nota, il Consorzio per la tutela dell'Asti nel sottolineare che Rita Levi Montalcini, piemontese e internazionale allo stesso tempo, «con un piccolo gesto ha così onorato le sue origini scegliendo l'Asti docg, anch'esso piemontese e internazionale».
Un inno alla vita, alla ricerca e alla gioventù: è stato questo lo spirito dell'intervento con cui Rita Levi-Montalcini ha salutato la stampa, percorrendo le tappe salienti della propria vita e degli studi, ringraziando i propri collaboratori di un tempo e quelli attuali e dichiarando tutta la fiducia che ripone da sempre nei giovani e soprattutto nelle giovani donne per le quali si è battuta e continua a
battersi. Per il Consorzio per la tutela dell'Asti, che riunisce 49 industrie o aziende commerciali, 22 aziende vinificatrici, 16 cantine cooperative, 6 cantine cooperative di secondo grado, 87 aziende vitivinicole e 11 aziende viticole, è stato un «onore accompagnare questa celebrazione, stimolante ed emozionante, fatta di un piccolo momento di festa dedicato ad una grande vita e offrire la torta
di compleanno all'Asti Docg creata per l'occasione da Ernst Knam».(ANSA).
Uso improprio del cono gelato

KEBAB: SARACINESCHE CHIUSE ALL'UNA DI NOTTE IN LOMBARDIA (ANSA) - MILANO, 22 APR - Kebab, pasticcerie, gelaterie artigianali, pizzerie da asporto in Lombardia dovranno chiudere i battenti all'una di notte e non più tardi, salvo deroghe decise dai
singoli Comuni: una decisione - presa ieri con l'approvazione di una legge in Consiglio regionale - che fa discutere.
Su Facebook, e non solo, è partito un tam tam per un appuntamento di 'disobbedienza enogastronomicà alle 12,30 di domani in via Borsieri a Milano con kebab e poi gelato organizzato da consiglieri comunali e regionali di centrosinistra che si sono opposti
alla legge. Intanto dal Consiglio regionale arrivano alcune precisazioni come il fatto che la legge non vieta di mangiare gelati, brioche, kebab o pizze davanti ai negozi, ma che vieta ai negozianti di mettere fuori arredi esterni come tavolini e ombrelloni e che le multe per inosservanza (dai 150 ai mille euro) non sono date ai clienti ma ai negozianti.
Il leghista Daniele Belotti e l'azzurro Carlo Saffioti, firmatari delle due proposte da cui è nata la legge, parlano di una «interpretazione volutamente strumentale» da parte dell'opposizione.
«Se un cliente mangia il gelato in piedi o seduto su una panchina pubblica all'esterno della gelateria - spiegano in una nota congiunta - può tranquillamente continuare a farlo. Se mangia il gelato al tavolino, sotto un gazebo o all'interno di dehors installati dal titolare della gelateria, allora è vietato. Ma non è una novità: già oggi in base alla legge Bersani, i laboratori artigianali non
possono prevedere l'allestimento di arredi esterni per la consumazione dei propri prodotti».(ANSA).
Flavor ...first

PUBBLICITÀ: ORA C'È ANCHE QUELLA DA MANGIARE (ANSA) - ROMA, 8 APR - Nasce la pubblicità da mangiare. Grazie a una partnership tra la First Flavor e la Us Ink, grande fornitore di inchiostro per giornali, le ditte alimentari e di bevande
potranno utilizzare dei sigilli, contenenti campioni di diversi profumi, apposti su quotidiani e periodici, per pubblicizzare i loro prodotti.
La notizia è anticipata da Economist. (ANSA).
Pareri?

GASTRONOMIA: CHIMICA IN CUCINA? CON MOLTA ATTENZIONE/ANSA GLI CHEF COLONNA, VISSANI E PIERANGELINI SUL CASO FERRAN ADRIÀ (ANSA) - ROMA, 22 APR - Chimica in cucina? Con attenzione e dichiarandola sempre. Ne sono convinti chef stellati come Antonello Colonna dell'Open di Roma, Fulvio Pierangelini del 'Gambero Rossò di San Vincenzo (Livorno) e Gianfranco Vissani.
Tutti e tre tornano oggi a commentare il primo posto di Ferran Adrià - teorico della gastronomia molecolare - e del suo ristorante El Bulli, nella recente classifica stilata dal S.Pellegrino World's 50 best restaurants 2009.
«Anche l'amore è chimica - dice Colonna - ma non tutti usano il viagra...». E subito dopo, riferendosi ai recenti servizi di Striscia la notizia che ha indagato sui prodotti chimici usati dallo chef spagnolo, aggiunge: «Secondo me bisogna aprirsi sempre alle evoluzioni, alla tecnologia, alla ricerca, mantenendo e preservando però l'identità e il carattere ognuno nelle proprie tradizioni della
grande cucina italiana».
«La mia preoccupazione - prosegue - è nel fatto che alcuni giovani chef seguendo certe nuove tendenze possano perdere la memoria dei sapori e la memoria dei valori. La cucina è anche una disciplina sportiva e come tale deve essere giudicata dall' uomo che a volte può sbagliare causando informazioni poco esatte».
«Non vorrei - conclude - che un giorno si arrivi, vista l'evoluzione, a decidere il primato con un fotofinish gastronomico. Se cosi fosse: w la tecnologia, w la chimica, w Ferran Adrià».
Stesso parere da parte di Gianfranco Vissani, altro chef italiano pluristellato: «L'Italia ha un grande patrimonio di sapori e non
vanno persi. Se dobbiamo invece prendere prodotti chimici o congelati per mandare avanti la nostra cucina, allora proprio non sono d'accordo». «Se è vero - spiega - che ogni cuoco ha il diritto di cucinare a modo suo, è altrettanto vero che a mio giudizio conta il sapore in prima battuta. Se porto in tavola il maialino, voglio sentire il maialino. E soprattutto - aggiunge ancora - che i prodotti che
si propongono non facciano male. La gastronomia italiana è un grande patrimonio da tutelare, e il made in Italy è vincente».
Anche Fulvio Pierangelini usa gli stessi concetti: «il mio stile di cucina punta ad ottenere il massimo potenziale da ogni prodotto. Cerco di tirare fuori tutto quello che può. La cucina di Adrià, che conosco personalmente ma da cui non ho mai mangiato, usa altre tecniche e tenta di arrivare ad una soluzione con altre vie».
«L'importante però - chiude Pierangelini - sono le conoscenze e l'onestà intellettuale. Quando ci sono queste, direi che va bene
tutto».(ANSA).
Todos a La Chueca...
CINEMA: DA SPAGNA UNA COMMEDIA GAY TRA CUCINA E CALCIO/ANSA IN SALA FUORI MENÙ CON L'ALMODOVARIANO JAVIER CAMARA (di Francesco Gallo) (ANSA) - ROMA, 22 APR - Arriva dalla Spagna Fuori menù una commedia tutta da ridere tra amori gay, alta cucina, famiglia e calcio. Opera prima di Nacho G. Velilla il film che sarà nella sale dal 24 aprile distribuito in 100 copie dalla Bolero Film, ha come protagonista Maxi ( uno straordinario Javier Camara, attore almodovariano) un cuoco di prestigio, proprietario di un ristorante di moda nel quartiere gay di Madrid: La Chueca.
Qui Maxi, che è un perfezionista dell'alta cucina e aspira a una stella della prestigiosa guida Michelin, vive la sua omosessualità senza complessi, ma il suo passato di etero bussa a un certo punto alla sua porta. Un passato che prende la forma di due figli, l'adolescente Edu e la ragazzina Alba, frutto di un precedente matrimonio. Non solo, per il cuoco tra una ricetta e un'altra trova
anche il tempo di innamorarsi del suo nuovo vicino di casa, un ex calciatore argentino Horacio Peretti (Benjamin Vicuna) più che attraente.
La vita di Maxi diventerà così sempre più difficile per tutta una serie di motivi. Perchè i suoi figli non amano accettare la sua omosessualità; perchè il suo staff del ristorante è una vera e propria armata brancaleone; perchè dovrà assistere alla dichiarazione di omosessualita del suo amato Horacio durante la più maschia delle trasmissioni di calcio e perchè, infine, ha dei genitori supertradizionalisti (il padre è il più grande esperto di barzellette sui gay).
Un film che ricorda quelli di Almodovar? «Una cosa che mi lusinga, ma credo che alla fine ogni regista abbia il suo linguaggio - dice Velilla -. Io ad esempio mi sono misurato con la televisione (è infatti l'autore della fortunata serie Medico de familia, da cui è tratto il Medico in famiglia italiano) e ne sono orgoglioso». Per quanto riguarda il film:«ho voluto raccontare della velocità in cui è
cambiata la società spagnola negli ultimi trenta anni. Di una nazione in cui convive una legislazione favorevole ai gay, ma dove ci sono poi generazioni come quella dei genitori di Maxi che sono totalmente omofobi».
Sulle contraddizioni della società spagnola interviene anche Camara: «anche Zapatero, che voi ammirate tanto ha le sue contraddizioni, quando è venuto il nunzio apostolico in Spagna dopo essere andato a pranzo con lui e il re si è calato i pantaloni e ha fatto slittare la legge sull'aborto ancora una volta. Eppure noi viviamo in uni stato laico». (ANSA).
Qui Maxi, che è un perfezionista dell'alta cucina e aspira a una stella della prestigiosa guida Michelin, vive la sua omosessualità senza complessi, ma il suo passato di etero bussa a un certo punto alla sua porta. Un passato che prende la forma di due figli, l'adolescente Edu e la ragazzina Alba, frutto di un precedente matrimonio. Non solo, per il cuoco tra una ricetta e un'altra trova
anche il tempo di innamorarsi del suo nuovo vicino di casa, un ex calciatore argentino Horacio Peretti (Benjamin Vicuna) più che attraente.
La vita di Maxi diventerà così sempre più difficile per tutta una serie di motivi. Perchè i suoi figli non amano accettare la sua omosessualità; perchè il suo staff del ristorante è una vera e propria armata brancaleone; perchè dovrà assistere alla dichiarazione di omosessualita del suo amato Horacio durante la più maschia delle trasmissioni di calcio e perchè, infine, ha dei genitori supertradizionalisti (il padre è il più grande esperto di barzellette sui gay).
Un film che ricorda quelli di Almodovar? «Una cosa che mi lusinga, ma credo che alla fine ogni regista abbia il suo linguaggio - dice Velilla -. Io ad esempio mi sono misurato con la televisione (è infatti l'autore della fortunata serie Medico de familia, da cui è tratto il Medico in famiglia italiano) e ne sono orgoglioso». Per quanto riguarda il film:«ho voluto raccontare della velocità in cui è
cambiata la società spagnola negli ultimi trenta anni. Di una nazione in cui convive una legislazione favorevole ai gay, ma dove ci sono poi generazioni come quella dei genitori di Maxi che sono totalmente omofobi».
Sulle contraddizioni della società spagnola interviene anche Camara: «anche Zapatero, che voi ammirate tanto ha le sue contraddizioni, quando è venuto il nunzio apostolico in Spagna dopo essere andato a pranzo con lui e il re si è calato i pantaloni e ha fatto slittare la legge sull'aborto ancora una volta. Eppure noi viviamo in uni stato laico». (ANSA).
martedì 21 aprile 2009
I MEJO...
GASTRONOMIA: GB, SPAGNOLO IL RISTORANTE MIGLIORE DEL MONDO MALE ITALIA IN CLASSIFICA 2009 DI 'RESTAURANT MAGAZINÈ (ANSA) - LONDRA, 21 APR - Per il quarto anno consecutivo, lo spagnolo 'El Bullì è stato classificato il miglior ristorante del mondo nella nuova graduatoria pubblicata sull'ultimo numero della rivista specializzata britannica 'Restaurant Magazine'.
Con quattro locali ai primi 10 posti, la Spagna fa la parte del leone nell'edizione 2009 della 'World's 50 Best Restaurants', una classifica che oltremanica (e non solo) è considerata una sorta di riferimento d'obbligo della buona tavola. Assai meno bene invece l'Italia, che perde posizioni e che ha solo sei 'entry' nella Top 50della gastronomia.
Situato a Rosas, non lontano da Barcellona, 'El Bullì è gestito da Ferran Adria, uno degli chef più quotati in campo internazionale.
Il locale catalano precede il 'Fat Duck', rinomato ristorante inglese che alcuni mesi fa restò chiuso per un paio di settimane dopo una serie di malori accusati da alcuni clienti. Seguono poi il danese Noma, e altri due spagnoli, il Mugaritz e il Celler de Can Roca
Tra i Top 50 gli italiani sono sei. Il migliore, secondo Restaurant Magazine, è l'Osteria Francescana di Modena, una 'new entry' collocata al numero 13. Al ventunesimo posto c'è invece il Cracco di Milano, che rispetto all'edizione 2008 guadagna 21 posizioni. Il Gambero Rosso di S. Vincenzo (Livorno) ne perde invece 16 e retrocede a quota 28.
Più in basso, al quarantaduesimo posto, c'è il Combal Zero di Rivoli (Torino), una 're-entry', mentre ai numeri 48 e 49 vengono rispettivamente classificati il ristorante Dal Pescatore di Canneto Sull'Oglio (Mantova), che perde 25 posizioni, e Le Calandre di Sarmeola di Rubano (Padova) che nella classifica della rivista britannica scende di 13 gradini. (ANSA).
Con quattro locali ai primi 10 posti, la Spagna fa la parte del leone nell'edizione 2009 della 'World's 50 Best Restaurants', una classifica che oltremanica (e non solo) è considerata una sorta di riferimento d'obbligo della buona tavola. Assai meno bene invece l'Italia, che perde posizioni e che ha solo sei 'entry' nella Top 50della gastronomia.
Situato a Rosas, non lontano da Barcellona, 'El Bullì è gestito da Ferran Adria, uno degli chef più quotati in campo internazionale.
Il locale catalano precede il 'Fat Duck', rinomato ristorante inglese che alcuni mesi fa restò chiuso per un paio di settimane dopo una serie di malori accusati da alcuni clienti. Seguono poi il danese Noma, e altri due spagnoli, il Mugaritz e il Celler de Can Roca
Tra i Top 50 gli italiani sono sei. Il migliore, secondo Restaurant Magazine, è l'Osteria Francescana di Modena, una 'new entry' collocata al numero 13. Al ventunesimo posto c'è invece il Cracco di Milano, che rispetto all'edizione 2008 guadagna 21 posizioni. Il Gambero Rosso di S. Vincenzo (Livorno) ne perde invece 16 e retrocede a quota 28.
Più in basso, al quarantaduesimo posto, c'è il Combal Zero di Rivoli (Torino), una 're-entry', mentre ai numeri 48 e 49 vengono rispettivamente classificati il ristorante Dal Pescatore di Canneto Sull'Oglio (Mantova), che perde 25 posizioni, e Le Calandre di Sarmeola di Rubano (Padova) che nella classifica della rivista britannica scende di 13 gradini. (ANSA).
Bocchia versus Adrià (?)
TV: 'STRISCIÀ; BOCCHIA CONTRO ADRIÀ SU CUCINA MOLECOLARE (ANSA) - MILANO, 21 APR - Allo chef Ettore Bocchia che, insieme al fisico Davide Cassi nel 2003 ha redatto il 'Manifesto della Cucina Molecolare Italianà, non è proprio andata giù la
puntata di ieri di 'Striscia la Notizià con il cuoco spagnolo Ferran Adrià Acosta, il capo chef del ristorante 'El Bullì a Roses sulla Costa Brava, il cui nome è spesso associato a 'Gastronomia molecolarè.
«La cucina molecolare non è la cucina chimica e i due termini non vanno confusi - precisa l'executive chef del Grand Hotel Villa Serbelloni di Bellagio -. Ho fondato la cucina molecolare con una visione opposta a quella dei cuochi citati nella trasmissione».
Bocchia cita il suo libro 'Il gelato estemporaneò (ed. Sperling & Kupfer): «(...) Gli ingredienti saranno tutti di origine naturale, senza l'uso di additivi chimici, di aromi e coloranti sintetici e via dicendo». E dice: «Ovviamente applico questo principio ogni giorno a tutti i miei menù».
«Nello studiare ciò che accade a livello molecolare durante la trasformazione di un alimento - racconta -, ho fatto ricerca a 360ø.
Ho quindi anche investigato il campo degli alginati e della methylcellulosa. Ho trovato cose molto stimolanti da un punto di vista
'creativò e texturale, ma personalmente ho deciso di non utilizzare queste sostanze nei miei menù, perchè non si ha, tutt'ora, una
piena conoscenza delle loro implicazioni sulla salute». (ANSA).
puntata di ieri di 'Striscia la Notizià con il cuoco spagnolo Ferran Adrià Acosta, il capo chef del ristorante 'El Bullì a Roses sulla Costa Brava, il cui nome è spesso associato a 'Gastronomia molecolarè.
«La cucina molecolare non è la cucina chimica e i due termini non vanno confusi - precisa l'executive chef del Grand Hotel Villa Serbelloni di Bellagio -. Ho fondato la cucina molecolare con una visione opposta a quella dei cuochi citati nella trasmissione».
Bocchia cita il suo libro 'Il gelato estemporaneò (ed. Sperling & Kupfer): «(...) Gli ingredienti saranno tutti di origine naturale, senza l'uso di additivi chimici, di aromi e coloranti sintetici e via dicendo». E dice: «Ovviamente applico questo principio ogni giorno a tutti i miei menù».
«Nello studiare ciò che accade a livello molecolare durante la trasformazione di un alimento - racconta -, ho fatto ricerca a 360ø.
Ho quindi anche investigato il campo degli alginati e della methylcellulosa. Ho trovato cose molto stimolanti da un punto di vista
'creativò e texturale, ma personalmente ho deciso di non utilizzare queste sostanze nei miei menù, perchè non si ha, tutt'ora, una
piena conoscenza delle loro implicazioni sulla salute». (ANSA).
giovedì 16 aprile 2009
Biteg nelle Langhe da maggio
TURISMO: BITEG, DA MAGGIO TRASLOCO STABILE NELLE LANGHE (2) (ANSA) - TORINO, 16 APR - Secondo la stampa estera, l'enogastronomia è uno dei principali trend che hanno trasformato il mondo del turismo negli ultimi 15 anni. E tra le regioni
italiane più citate nel campo si afferma al primo posto il Piemonte, che precede Toscana e Sicilia, rispettivamente al secondo e al terzo posto della classifica stilata dall'Osservatorio Giornalistico Internazionale 'Nathan Il Saggiò, su un campione di oltre 100 tra le principati testate mondiali.
Tra i principali motivi di elogio figurano il movimento Slow Food, celebrato dalla maggior parte delle testate internazionali, e le eccellenze enogastronomiche come il tartufo, definite come i tesori del Piemonte dal New York Times.
Esemplari le sedi che ospiteranno i diversi momenti della manifestazione: la Locanda del Sant'Uffizio di Cioccaro di Penango d'Asti, edificio seicentesco nei cui sottotetti i Domenicani producevano il buon vino destinato alla Messa; la Tenuta di
Fontanafredda la cui attività vitivinicola risale al 1878; l'Albergo dell'Agenzia di Pollenzo, nel cui complesso fanno parte anche l'Università di Scienze Gastronomiche promossa da Slow Food e da la Banca del Vino, memoria storica del vino italiano con un patrimonio di oltre 100 mila bottiglie.
La conferenza di apertura sarà al Museo Martini, sede originaria dei primi stabilimenti Martini & Rossi, le cui sale sono ricavate
dalle cantine originali del palazzo settecentesco.(ANSA).
italiane più citate nel campo si afferma al primo posto il Piemonte, che precede Toscana e Sicilia, rispettivamente al secondo e al terzo posto della classifica stilata dall'Osservatorio Giornalistico Internazionale 'Nathan Il Saggiò, su un campione di oltre 100 tra le principati testate mondiali.
Tra i principali motivi di elogio figurano il movimento Slow Food, celebrato dalla maggior parte delle testate internazionali, e le eccellenze enogastronomiche come il tartufo, definite come i tesori del Piemonte dal New York Times.
Esemplari le sedi che ospiteranno i diversi momenti della manifestazione: la Locanda del Sant'Uffizio di Cioccaro di Penango d'Asti, edificio seicentesco nei cui sottotetti i Domenicani producevano il buon vino destinato alla Messa; la Tenuta di
Fontanafredda la cui attività vitivinicola risale al 1878; l'Albergo dell'Agenzia di Pollenzo, nel cui complesso fanno parte anche l'Università di Scienze Gastronomiche promossa da Slow Food e da la Banca del Vino, memoria storica del vino italiano con un patrimonio di oltre 100 mila bottiglie.
La conferenza di apertura sarà al Museo Martini, sede originaria dei primi stabilimenti Martini & Rossi, le cui sale sono ricavate
dalle cantine originali del palazzo settecentesco.(ANSA).
mercoledì 15 aprile 2009
QUESTIONE DI GUSTI
CINEMA: QUESTIONE DI GUSTI, CORTO IRONICO DI PAPPI CORSICATO (ANSA) - MILANO, 15 APR - Con un corto ironico e divertente che mette alla berlina la cultura dell'apparire, il regista Pappi Corsicato dice la sua su un certo costume impudico e
appariscente così attuale. E lo fa con Questioni di Gusti, presentato oggi in anteprima a Milano, scegliendo come al solito, canoni alternativi e dichiaratamente «non naturalistici».
Il cortometraggio è stato prodotto interamente dal Pastificio Garofalo che ha investito circa mezzo milione di euro in quella che il
direttore commerciale Emidio Manzi ha definito «un modo diverso di fare comunicazione in una logica di intrattenimento».
Ed effettivamente in undici minuti si può dire che la pasta si intraveda solo di sfuggita, mentre il famoso chef Gennaro Esposito sta preparando la cena per una serata della buona società. Due parvenu napoletani, Gemma (Iaia Forte) e Tony (Ennio Fantastichini) organizzano un party in una villetta ostentatamente kitsch fra manichini femminili improbabili (con seni e vagina trasformati in cassettini) e altro cattivo gusto a go-go. In più fanno pure gli intellettuali a la page e i libertini tanto da confidarsi i tradimenti sessuali con il risultato di arrivare a una conclusione comico-tragica.
Il filmato, disponibile online su www.pastagarofalo.it, dopo una robusta campagna promozionale, sarà distribuito in sei sale cinematografiche e trasmesso in prima serata su Sky CinemaMania il 27 aprile. (ANSA).
appariscente così attuale. E lo fa con Questioni di Gusti, presentato oggi in anteprima a Milano, scegliendo come al solito, canoni alternativi e dichiaratamente «non naturalistici».
Il cortometraggio è stato prodotto interamente dal Pastificio Garofalo che ha investito circa mezzo milione di euro in quella che il
direttore commerciale Emidio Manzi ha definito «un modo diverso di fare comunicazione in una logica di intrattenimento».
Ed effettivamente in undici minuti si può dire che la pasta si intraveda solo di sfuggita, mentre il famoso chef Gennaro Esposito sta preparando la cena per una serata della buona società. Due parvenu napoletani, Gemma (Iaia Forte) e Tony (Ennio Fantastichini) organizzano un party in una villetta ostentatamente kitsch fra manichini femminili improbabili (con seni e vagina trasformati in cassettini) e altro cattivo gusto a go-go. In più fanno pure gli intellettuali a la page e i libertini tanto da confidarsi i tradimenti sessuali con il risultato di arrivare a una conclusione comico-tragica.
Il filmato, disponibile online su www.pastagarofalo.it, dopo una robusta campagna promozionale, sarà distribuito in sei sale cinematografiche e trasmesso in prima serata su Sky CinemaMania il 27 aprile. (ANSA).
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