diario di bordo del mio palato

martedì 21 ottobre 2008

Il vino di Cambronne

26/09/2008
Il vino di merda diventa realtà
Scritto da: Francesco Arrigoni alle 10:53 (Corriere on Line)

Fino ad oggi “vino di merda” era un’espressione molto volgare per criticare senza pietà un vino modesto o cattivo. Ma ora è diventato una realtà. Jean-Marc Speziale (nella foto con la bottiglia di vino) titolare del Ristorante La Terasse di Aniane (cittadina del dipartimento dell’Herault, nella regione vinicola del Languedoc Roussillon, 20 km a ovest di Montpellier, nel sud della Francia) ha appena messo in commercio un “Vin de merde”. Si tratta di un vino rosso dell’annata 2007 ottenuto da uve syrah e grenache, prodotto con l’aiuto dell’enologo Walter Valgalier, della vicina Coopérative di Gignac. Sull’etichetta del vino, tanto per rimarcare il concetto, è raffigurata una mosca e una didascalia “Le pire cache le meilleur” (Il peggiore nasconde il migliore). Speziale sostiene di avere creato questo vino per provocazione, per portare l’attenzione sui vini del Languedoc che pur essendo mediamente buoni non godono di buona reputazione. Certamente la cosa ha concentrato l’attenzione su Speziale ed è un’ottima pubblicità per il suo ristorante sito nella zona industriale di Aniane, cosa che concorrerà a incrementare i modesti prezzi praticati fin’ora. Le cinquemila bottiglie prodotte, al prezzo di 6,5 euro cadauna, sono state quasi tutte vendute immediatamente. Qualcuno che ha assaggiato il vino ritiene che non sia niente male, ma è evidente che questo vino sarà assai poco bevuto perché destinato al mercato dei vini “goliardici” (come il “Vino del C…” che si trova in certi mercatini), cioè il classico scherzo con il quale si prende in giro l’amico che si ritiene esperto di vini. Ma senz’altro diventerà una perla molto appetibile per i collezionisti di vino dalle etichette bizzarre.

giovedì 9 ottobre 2008

Una cervecita, por favor...


CONSUMI: BIRRA TESTA A TESTA CON VINO E SPOSA DIETA MEDITERRANEA
IN DISTRIBUZIONE A 4MILA CUOCHI VADEMECUM PER MIGLIORARE MESCITA (di Alessandra Moneti) (ANSA) - ROMA, 25 SET - La birra spazza via ogni tabù a tavola e, nelle proposte gastronomiche della dieta mediterranea, mette fine ai cosiddetti 'matrimoni impossibilì, i rebus che tormentano sommelier, gourmet ed enoappassionati. Il mondo del luppolo sembra infatti 'stracciare' quello di Bacco nell'abbinamento con insalate, spinaci, finocchi, e marinate di pesce e carne. Una pils può infatti valorizzare le trofie al pesto, o in inverno un risotto al radicchio. Mentre una bock si sposa bene con pasta e ceci, ma anche con i tagliolini allo scoglio. Tutto ciò trova riscontro nei dati di consumo nei pasti fuori casa che, secondo un'indagine Makno-AssoBirra, per la prima volta mettono in luce un testa a testa tra gli ordini di vino (43,6%) e quelli di birra (40,1%).
Dopo il lancio in Spagna di una birra firmata dallo chef guru della cucina molecolare, Ferran Adrià, a evidenziare l'approdo della birra nelle cucine più di tendenza, a base di ingredienti del mare nostrum, è l'iniziativa di Assobirra che, con il Gambero Rosso e i Jeunes Restaurateurs d'Europe (Jre), promuove il progetto 'Birra gourmet', con diffusione di un vademecum per l'utilizzo della birra 'a tutto pastò, insieme a un mese di appuntamenti con 'I venerdì della birrà presso gli 85 ristoranti del circuito Jre in Italia. «Solo sette anni fa la birra
era un prodotto indifferenziato per gran parte degli italiani», ha detto il presidente di AssoBirra Piero Perron in un incontro con la stampa alla Città del gusto, a Roma. Ma oggi, ha annunciato Perron, «l'industria birraia riesce a condensare in un manuale, rivolto ai ristoratori ed esercenti, alcune esperienze dove la birra, da consumare a pasto con consapevolezza, entra nell'alta cucina». Una rivoluzione culturale all'insegna del gusto, come dimostra la ricerca Makno-Assobirra 2008 che sottolinea come «per oltre il 50% degli italiani la prima motivazione al consumo della birra sia il gusto gradevole di questa bevanda, legata ai concetti di bontà, naturalità e sicurezza».
Il direttore di AssoBirra Filippo Terzaghi ha poi sottolineato come, secondo dati Makno, i tre quarti dei giovani, tra i 18 e i 44 anni, (quasi 17 milioni), «vorrebbe trovare al ristorante una Carta delle Birre ampia e completa». Birra che gli italiani dunque non consumano più solo in pizzeria.
«Proliferano nuove birrerie specializzate, noi ne censiamo 200, così come gli artigiani del settore» ha detto il curatore del volume 'Birra Gourmet' Marco Bolasco, nel sottolineare come «la birra faccia tendenza e l'abbinamento pure, anche il più sorprendente come quello col crudo e il risotto alla milanese.
Per questo abbiamo pensato, con l'aiuto di quattro chef stellati, di offrire a 4mila grandi cuochi del territorio nazionale, ai lettori del Gambero Rosso, e alla clientela dei Jeunes, una bussola per orientarsi nel fenomeno birra, non trascurando tecniche di conservazione e servizio. Una chicca poi è lo spazio degustazione, nel segno della birra, dedicato a 24 formaggi italiani». Parola d'ordine per questa
nuova frontiera commerciale della 'biondà è la versatilità, con l'effervescente bibita che diventa un passepartout verso due tradizioni del cibo crudo: quella mediterranea, e quella orientale e asiatica, caratterizzata da spezie e salse di grande sapidità. La birra, ha osservato lo chef umbro e presidente dei Jre Marco Bistarelli, «grazie ai suoi tanti stili è un partner perfetto per le pietanze 'nude e crude'. E i cuochi prendono confidenza con questa bevanda che riscuote reazioni positive da parte della clientela» in una Oktoberfest all'italiana.

PASTA VENETA A KM:ZERO


ALIMENTARE: PASTA A KM ZERO; TREVISO, 29 SET - Saranno i consumatori del Triveneto i
primi in Italia a poter acquistare pasta a chilometro zero, cioè realizzata interamente con grano raccolto nelle vicinanze del molino e pastificio Jolly Sgambaro.
Disponibile già dai mesi scorsi in alcuni market, da ottobre sarà presente in oltre 200 punti vendita di tutto il Triveneto.
Riconoscibile dalla caratteristica confezione gialla con la spiga tricolore, che per la prima volta in Italia certifica il grano duro con cui è fatta come interamente italiano, pasta Sgambaro offrirà alla clientela della piccola e grande distribuzione in corner in legno appositamente predisposti che ne segnaleranno le caratteristiche uniche in termini di qualità e benessere di tutti i suoi formati.
Compiacimento per la vendita nel Triveneto dei primi pacchi di pasta 'a km. zero' è stata espressa oggi dal ministro per le Risorse Forestali Luca Zaia.
«Sono soddisfatto per la realizzazione di questo progetto - ha sottolineato il ministro - è un segnale davvero importante per l'agricoltura, ma anche per il consumatore; è un'iniziativa che valorizza il grano prodotto dai contadini di un territorio a forte vocazione agricola come il Veneto».
Il prodotto, interamente veneto, sarà contraddistinto da un packaging giallo con la spiga tricolore, che per la prima volta certifica il grano duro interamente italiano con cui è fatta la pasta. «Ho seguito questo progetto fin dall'inizio con determinazione - ha spiegato Zaia - perchè rappresenta una grande opportunità per l'agricoltura di questi territorio e costituisce un aiuto concreto per le famiglie contro il caro prezzi. È un prodotto 100% made in Italy e che quindi garantisce sicurezza e qualità; una scelta imprenditoriale importante in grado di aumentare la
competitività dell'agricoltura nella grande distribuzione». (ANSA).

LOST con pastasciutta


L'ITALIANO SU ISOLA DESERTA VUOLE LA DIETA MEDITERRANEA/ANSA

SONDAGGIO ASTRA, L'INDISPENSABILE PER 5 ANNI DA NAUFRAGHI - MILANO, 30 SET - «Immaginate di essere protagonisti di 'Lost' o dell'Isola dei famosì, ma completamente soli, per cinque anni, su un atollo del Pacifico: cosa portereste con voi?«: i ricercatori di Astra lo hanno chiesto per Assolatte a 1001
italiani. E le risposte dei 'naufraghi immaginarì hanno svelato molto di ciò che gli italiani ritengono irrinunciabile.
Pasta e soprattutto pane (76%), formaggi classici come il grana, il pecorino e il parmigiano (39%), frutta comune quali le mele o esotica come ananas e banane (38%), verdura nutriente come la patata, ma anche gli immancabili pomodori con insalata (37%) e carne (32%), di gran lunga preferita al pesce (10%): questi i componenti del menù ideale del naufrago, assai simile alla classica alimentazione
mediterranea. Più frammentate le preferenze sulle bevande, dove prevale il vino (18%), tallonato dalla cola (11%), e dal caffè a pari merito.
Più curiosa la lista dell'abbigliamento, con un massimo di tre capi ciascuno, con in testa pantaloni (33%), T-shirt (29%) e costumi da bagno (28%), ma anche biancheria intima per lei, compreso un vezzoso baby doll (15%). Chissà perchè, poi, dovendo scegliere solo due oggetti personali, il 36% ha indicato l'orologio e qualcuno perfino il portafoglio.
Nell'ardua selezione di tre oggetti per la cura personale, la maggior parte delle donne ha messo in valigia sapone, dentifricio e shampoo, ma molte hanno chiesto di portare anche trucchi e balsamo. Legati ai ricordi, gli italiani porterebbero foto di amici e colleghi (34%), meno di personaggi famosi (15%) e ancora meno di religiosi (6%). In cinque anni di assoluta solitudine, ben il 22% degli
intervistati è sicuro che non sentirebbe il bisogno di aprire un libro, mentre gli altri porterebbero letture impegnative come la Bibbia (7%) e la Divina Commedia (4%), ma anche i Promessi Sposi (3%) e, con buona pace di Manzoni, Harry Potter (2%). Tra i cd, i naufraghi per caso scelgono di arginare la nostalgia di casa con Vasco Rossi (6%), Eros Ramazzotti (6%), Ligabue e Celentano (entrambi al 5%).
Meno tecnologici di quanto si immagini, gli italiani preferiscono la radio (32%) all' Ipod, che non è entrato in classifica, ma poi scelgono il pc (29%) anzichè la tv (27%).
Infine, la prova del nove, con l'unica domanda 'chiusà rivolta agli intervistati: "con tutte le cose che ha indicato, starebbe cinque anni da
solo, seppur sano e senza gravi problemi, in una piccola isola deserta dell'oceano Pacifico?".
Per il 67% del campione la risposta è 'sicuramente no', mentre un settimo sarebbe contento di fare questa esperienza, e il resto lascia aperta ogni possibilità. (ANSA).

MEGLIO UN POLLO OGGI...


ALIMENTARE: DOXA, 50% ITALIANI MANGIA POLLO NELLA SETTIMANA (ANSA) - ROMA, 30 SET - Il pollo non arriva sulle tavole italiane solo di domenica, nella classica versione con le patate, ma è considerato un pasto ideale anche nei giorni lavorativi da un italiano su due. È quanto emerge dal sondaggio realizzato dalla Doxa per l'Unione nazionale avicoltura (Una).
L'indagine evidenzia ancora che pollo e tacchino sono apprezzati dalla stragrande maggioranza degli italiani, il 95,2%, attirati soprattutto dal rapporto qualità/prezzo (il 42,6% del campione) ma anche dalla soddisfazione del palato (il 25,8%).
Il pollo al forno con le patate è la ricetta più apprezzata dagli intervistati (il 65,2%) ma sono in crescita gli affettati a base di carni avicole che sanno coniugare - come sottolinea il presidente dell'Una, Aldo Muraro - gusto, praticitàe convenienza: li scelgono il 39% dei consumatori, con picchi nella fascia più giovane che va dai 15 ai 35 anni. Il 27% sceglie infine le cotolette panate. Si diffonde anche la considerazione delle carni avicole non solo come classico secondo piatto (il 56,3%) ma anche come piatto unico (23,6%), da abbinare al riso o alla pasta, un piatto freddo (10%) o un aperitivo appetitoso (6,3%).
Nove italiani su dieci consumano il pollo principalmente a casa ma cresce il desiderio di trovarlo anche originalmente elaborato sulle tavole dei ristoranti. Quasi il 45% degli intervistati giudica appena sufficiente l'offerta di carni avicole da parte dei ristoranti.
I nutrizionisti, infine, come il presidente dell'Inran, Carlo Cannella, sottolineano la leggerezza delle carni avicole e il loro ottimo profilo
nutrizionale. (ANSA).

POVERE TAVOLE

ALIMENTARI: CIA, TAVOLE SEMPRE PIÙ POVERE PER GLI ITALIANI (ANSA) - ROMA, 2 OTT - I rincari fanno tirare la cinghia agli italiani e si prospetta un 2008 con tavole sempre più «povere». È questo il quadro che emerge da una ricerca della Cia - Confederazione italiana agricoltori, condotta sulla base di dati Ismea e Istat.
Secondo le prime stime della Cia, i consumi alimentari nel 2008 dovrebbero scendere del 3,8%, rispetto al 2007, mentre la spesa mensile dovrebbe crescere in termini monetari, del 2,6% a 482 euro, contro i 470 del 2007.
Le flessioni più marcate negli acquisti, secondo la Cia, riguardano frutta (-3,9%), carne bovina (-3,1%), pane (-2,4%), vino e spumante (-2,1%), olio d'oliva (-1,9%), ortaggi e patate(-1,8%), carne suina e salumi (-1,6%); mentre aumenta il consumo di pasta (+1,35), di carne avicola (+5,7%), di latte e derivati (+0,8%).
La spesa alimentare nei primi otto mesi del 2008 per le famiglie italiane ha rappresentato, in media, il 18,8% di quella totale ed è stata così ripartita: 3,2% pane e cereali, 4,3% carne, 1,7% pesce, 2,5%latte, formaggi e uova, 0,7% oli e grassi, 3,4% frutta, ortaggi e patate, 1,3% zucchero, caffè e altri, 1,7% bevande.
Sempre più famiglie - rileva infine la ricerca - comprano prodotti agroalimentari presso gli hard-discount (+10,2%). Ma gli ipermercati e i supermercati rimangono comunque i punti di vendita privilegiati (68,2%). A seguire, il negozio tradizionale (64,9%), che nel sud rimane comunque il luogo preferito per gli acquisti (77,1%). Il 21% delle famiglie del Centro-Nord e il 31,7% del Sud optano invece per i mercati
rionali.(ANSA).

LA DE CECCO ...in borsa

DE CECCO: SFIDA MERCATI, OK SOCI A PROGETTO QUOTAZIONE BORSA(ANSA) - MILANO, 3 OTT - La pasta De Cecco si porta a un passo da Piazza Affari. L'assemblea ordinaria e straordinaria degli azionisti dello storico pastificio di Fara San Martino (Chieti), spiega un comunicato, ha dato il via libera al progetto di quotazione in Borsa che «è attesa completarsi entro il 2009».
Una decisione che giunge in un momento difficile per i mercati azionari, travolti dall'ondata scatenata dai mutui «subprime». Eppure i soci della De Cecco hanno detto sì «alla richiesta di ammissione delle azioni ordinarie della società alla quotazione sull' Mta-Segmento Star, ovvero su altro mercato organizzato e gestito da Borsa Italiana, e ha conferito al consiglio di amministrazione tutti i poteri necessari per la finalizzazione del progetto». L'operazione avverrà attraverso un'offerta globale, suddivisa in un'offerta pubblica rivolta al pubblico indistinto in Italia e in un contestuale collocamento istituzionale riservato agli investitori professionali italiani ed istituzionali all'estero.
Parte delle azioni che verranno destinate al servizio dell'offerta globale, spiega il gruppo, potrebbe rinvenire da un aumento di capitale a pagamento. La definizione della struttura dell'offerta è rinviata comunque ad un momento successivo.
L'assemblea di De Cecco, che si è tenuta ieri (2 ottobre), ha deliberato inoltre il nuovo statuto in previsione della quotazione, che avrà efficacia a partire dal primo giorno delle negoziazioni. È previsto inoltre l'allargamento del cda a cinque nuovi componenti (di cui tre indipendenti) e l'introduzione del voto di lista. Inoltre, i soci hanno dato il via libera al frazionamento delle 13.944.460 azioni in
circolazione da nominali 1 euro in 139.449.600 azioni ordinarie da nominali 0,10 euro.
Ad accompagnare in Borsa De Cecco ci saranno Mediobanca e JpMorgan in qualità di coordinatori dell'offerta. L'istituto di Piazzetta Cuccia coprirà inoltre il ruolo di sponsor.
Consulente finanziario dell'operazione sarà Lazard e quello legale lo studio legale Bonelli Erede Pappalardo. Per la comunicazione, infine, Barabino & Partners.
Il gruppo di Fara San Martino, con oltre 120 anni di storia, conta oltre 780 dipendenti e produce ogni giorno 500 tonnellate di pasta in 180 formati diversi. Il gruppo esporta in 87 Paesi, tra cui gli Stati Uniti, un mercato che assorbe il circa 34% delle esportazioni.(ANSA).

Non hanno pane? Date loro brioches...


PREZZI: È CARO-BRIOCHE, I BAR NEL MIRINO DEL GARANTE/ANSA PARTE TAVOLO CONFRONTO;ESERCENTI, COLPA DI MATERIE PRIME E TASSE (ANSA) - ROMA, 3 OTT - Anche i bar finiscono nel mirino del garante dei prezzi. Dalla pizza al taglio al
tramezzino, dall'analcolico alla brioche, passando per il gelato, la musica sembra essere sempre la stessa: prezzi superiori alla media dell'inflazione. In altre parole: rincari dei prezzi superiori al tasso dei prezzi al consumo, maggiori del già alto livello del carovita. Per questo Mister Prezzi ha deciso di fare chiarezza e ha avviato un tavolo con le associazioni di settore, che da un lato si dicono pronte a fare la loro parte, dall'altro puntano il dito contro i rialzi delle materie prime e le tasse che si sono scaricati sugli esercenti.
I numeri diffusi oggi dal Garante, Antonio Lirosi, sulla base delle elaborazioni dell'Osservatorio dei prezzi del ministero dello Sviluppo economico, parlano chiaro. In base alle rilevazioni Istat, l'inflazione si è attestata al 4,1% ad agosto e al 3,8% a settembre. Nello specifico, la categoria 'consumazioni al bar' ha registrato il mese scorso un aumento del 3,9% rispetto al settembre 2007, un rialzo,
quindi, in linea con il tasso generale di inflazione in Italia. Ma al suo interno questa voce presenta, per alcuni prodotti, variazioni dei prezzi che risultano «significativamente e sistematicamente superiori al tasso generale di inflazione». Saltano all'occhio la pizza al taglio, che vede aumenti del 5,1% su base annua, la pasta lievitata (+5%), il comparto delle bevande analcoliche (+4,7%), i tramezzini (+4,7%) e i gelati tanto artigianali che confezionati (entrambi +4,6%).
Ma la lista dei rincari non finisce qui. Nel tavolo convocato oggi con i rappresentanti di settore - che ha riunito al ministero Fipe-Confcommercio, Fiepet-Confesercenti, Confartigianato, Cna Alimentare, Casartigiani e Claai - il Garante ha richiamato su un altro aspetto: alcuni prodotti non 'lavoratì, come la bottiglietta di acqua minerale, le bevande analcoliche, i succhi di frutta, hanno registrato
rincari significativi nel periodo estivo, sia negli esercizi che nei distributori automatici, portando così i prezzi della consumazione al banco o della vendita per asporto su livelli «apparentemente non giustificati dagli andamenti del mercato».
Il segnale arrivato dalle organizzazioni degli esercenti è di collaborazione, con l'impegno ad adoperarsi per un taglio dei listini. La Fipe avanza addirittura la proposta di bloccare i prezzi e annuncia una campagna che sarà lanciata a metà mese.
Ma dalle categorie arriva anche un'autodifesa. I prezzi di determinati prodotti da bar «risentono principalmente del forte balzo nei mesi passati del prezzo del grano e degli oneri crescenti, dalle tasse locali, agli affitti, dai costi degli alimentari a quelli delle concessioni», sottolinea Tullio Galli, direttore della Fiepet-Confesercenti. Contro questi «costi fissi» interviene anche il direttore generale di Fipe, Edi Sommariva, certo che lì vada cercata la chiave dei rincari subiti dai prodotti sotto accusa. (ANSA).

Come back, dieta mediterranea...

ROMA, 7 OTT - L'abbandono della dieta mediterranea è uno dei principali responsabili dell'obesità: la Coldiretti commenta così i risultati dell'indagine 'Okkio alla salute' secondo il quale un terzo dei bambini italiani è obeso o sovrappeso.
«Il fatto che la maggiore frequenza dei casi di obesità si registri in Campania è la conferma - sottolinea la Coldiretti - degli effetti del progressivo abbandono a tavola dei principi della dieta mediterranea che con pane, pasta, frutta, verdura, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari ha consentito agli abitanti del Belpaese di conquistare il record della longevità».
L'allarme per l'abbandono della dieta mediterranea - sottolinea la Coldiretti - prosegue anche nel 2008 «con un ulteriore calo dei consumi di frutta (-2,6 per cento), olio di oliva (-2,8 per cento), pane (-2,5 per cento), vino (-0,9 per cento) e verdura (-0,8 per cento)».
La Coldiretti ricorda infine di aver lanciato il progetto «Educazione alla Campagna Amica» con il quale sta coinvolgendo oltre centomila alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia con l'obiettivo «di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione».(ANSA).

Pacchero...solidale

ALIMENTARE: QUANDO IL PACCHERO DÀ GUSTO E SOLIDARIETÀ/ANSA CON UNIV.TOR VERGATA 1/O PASTIFICIO ARTIGIANALE HANDICAP PRIDE (di Alessandra Moneti) (ANSA) - ROMA, 4 OTT - Portare a tavola più qualità e Made in Italy, con un modello d'impresa che punta a creare sviluppo territoriale e solidarietà, con i diversamente abili che arrivano a sostenere, con il proprio lavoro in un laboratorio artigiano cooperativo nel basso Lazio, i disabili. Succede in Ciociaria, nel comune di Monte San Giovanni
Campano da cui arrivano in questi giorni le prime confezioni di pasta secca di alta qualità con marchio 'Il colore del granò, ispirato dal libro di Antoine de Saint-Exupery 'Il piccolo principe'.
Si tratta di confezioni di paccheri, mezzi paccheri e fusilloni con materie prime al 100% del Lazio, e a regime comunque da frumento pregiato esclusivamente nazionale, che saranno presentate nelle fiere e all'enoteca regionale Palatium, per essere poi commercializzate principalmente a organizzazioni del sociale o in beneficenza. Per iniziativa della cooperativa di ricerca Crf Sc Onlus, prima creatura del sistema 'Ricerca e solidarietà che ha investito sul progetto 106 mila euro, di cui 63 mila con il contributo della Regione Lazio (Filas) e
l'assistenza del Parco scientifico e tecnologico e Dipartimento di Economia dell'Università Tor Vergata. Dopo un confronto con i pastai del distretto di Gragnano, ad oggi la cooperativa 'Il colore del grano' ha realizzato a Monte San Giovanni Campano un laboratorio di produzione, confezionamento e sperimentazione, mentre nella Tuscia è stato avviata una collaborazione con produttori cerealicoli per
chiudere la filiera e rilanciare la produzione di frumento al 100 per cento Made in Lazio.
L'obiettivo è quello di creare un impianto produttivo di dimensione medio-piccola che si avvalga di una pressa da 500kg/h, con i pastai della cooperativa (una persona svantaggiata ogni due 'normodotatì) che poi faranno da tutor nelle successive esperienze di rete, fino a creare una filiera replicabile e 'handicap-pride'.
«Vogliamo sviluppare un sistema di microimprese produttive e di ricerca - ha detto all'ANSA l'amministratore di Crf Sc Uranio Mazzanti - puntando sull'alta qualità garantita del prodotto, innovazione costante, e su un mercato di consumatori sensibili alla solidarietà.
Creando una rete di Pmi che fanno profitto per finanziare, in un circuito ambizioso ma certamente virtuoso, ulteriori progetti di solidarietà sociale». Un nuovo sistema di produzione artigianale nel settore agroalimentare che «vuol diventare un modello», ha sottolineato Mazzanti che sta presentando in questi giorni l'iniziativa a Slow Food, e a realtà industriali come Barilla, per avviare un confronto sul fare
impresa e guardare al bilancio sociale. «La nostra pasta non solo ha una qualità certificata ma anche una specificità cerealicola territoriale - ha aggiunto Mazzanti - che rivitalizzando la filiera del grano diventa un trampolino di solidarietà attiva. Ma anche elemento di difesa concreta del territorio e di valorizzazione ambientale. Offriamo nuove opportunità di inserimento lavorativo ai diversamente abili, nella convinzione che siano proprio le piccole imprese le più idonee a diventare veri e propri laboratori d'innovazione e ricerca applicata.
Ricerca che - a giudizio di Mazzanti - è a un punto di crisi, delineato da oasi con grandi competenze, ma senza collegamenti con l'industria». Il progetto punta «finalmente a coprire l'anello mancante - conclude il curatore - tra mondo produttivo e universitario, realizzando quella sinergia tra tecnologia e scienza, in assenza della quale le Pmi si dimostrano poco competitive».(ANSA).